26 Set, 2022

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Ucraina. Si vota il referendum “farsa” sotto la minaccia dei soldati russi. Seggi elettorali nei bar e negozi

AgenPress – A Mariupol i seggi per il cosiddetto “referendum” si trovano in negozi e caffè, mentre 27 camion militari russi sono entrati in città: lo ha riferito su Telegram Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco in esilio di Mariupol, riportato da Unian.

“I seggi elettorali si trovano in negozi e caffè. Il sogno della popolazione filorussa si è avverato. Allo stesso tempo, i seggi elettorali sono vuoti. Quanto alle condizioni delle elezioni, come le cabine, non ci sono condizioni per esprimere la propria volontà: si vota sotto la stretta supervisione di persone con armi automatiche. Questa è la democrazia russa”, ha detto scritto Andryushchenko.

Ci sono ronde armate attorno alle case, minacce di licenziamenti, divieto di lasciare la città di residenza.  “Gli occupanti hanno organizzato gruppi armati per circondare le abitazioni e costringere le persone a partecipare”, ha denunciato Serhiy Gaidai, governatore in esilio del Lugansk, uno dei territori in cui fino a martedì si svolgerà la consultazione. Oltre che nel Donbass nell’est, che comprende anche l’oblast di Donetsk, la consultazione si tiene anche nelle zone sotto controllo di Mosca delle oblasti meridionali di Kherson e Zaporizhzhia.

A queste urne in molti casi improvvisate – “per motivi di sicurezza”, la popolazione è stata invitata a votare vicino alle proprie abitazioni o addirittura da casa, con una raccolta porta a porta delle schede, piuttosto che nei seggi elettorali – sono chiamate in teoria centinaia di migliaia di persone. La Commissione elettorale centrale di Kherson ha stimato circa 750mila elettori, mentre mezzo milione di persone risultano registrate a Zaporizhzhia. Nell’autoproclamata repubblica separatista di Donetsk, riconosciuta da Mosca alla vigilia del conflitto insieme con quella di Lugansk, sono state stampate schede per 1,5 milioni di votanti. Centinaia anche i seggi allestiti per il voto dei “rifugiati” in Russia, dove si sono svolte manifestazioni a sostegno dell’annessione.

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