29 Set, 2022

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Elezioni. Berlusconi. “Letta critica me e si allea con Di Maio che aveva chiesto l’impeachment di Mattarella”

AgenPress – “Enrico Letta ha il coraggio di criticare me, falsificando le mie dichiarazioni, dopo essersi appena alleato con chi invece, come Luigi Di Maio, aveva addirittura chiesto l’impeachment, la messa in stato d’accusa di Mattarella per attentato alla Costituzione. Il tentativo del PD è quello di trasformare la campagna elettorale in uno scontro polemico, probabilmente per coprire la loro povertà di contenuti e le loro profonde divisioni.
Ma questo fa male all’Italia”.
Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi si rivolge al segretario del Pd in un lungo post su Facebook in cui chiarisce ulteriormente la sua posizione sul presidenzialismo replicando alle critiche mosse ieri dal segretario Dem.
In una vera Democrazia, livore e menzogne non hanno nulla a che fare con il confronto delle idee e dei programmi. Ma non si illudano, i signori della sinistra: gli italiani non si fanno più ingannare”.
“Sono amareggiato, e per una volta permettetemi di dire anche profondamente indignato, per la mistificazione in atto da parte della sinistra delle mie parole sul presidente Mattarella. Evidentemente al Pd e al suo leader non rimangono altri mezzi che quello di falsificare la realtà”.
Tornando sulle dichiarazioni di ieri sul presidenzialismo, il presidente di Forza Italia spiega: “Basta ascoltare la registrazione della trasmissione di Radio Capital per smontare l’inganno della sinistra. Io mi sono limitato a rispondere a una domanda con una considerazione ovvia: il capo dello Stato – e con lui anche il Governo e probabilmente lo stesso Parlamento – di fronte a un profondo cambiamento costituzionale deciso dal Parlamento, delle regole e degli assetti istituzionali, dovranno essere rinnovati in base al nuovo dettato costituzionale. I tempi e i modi nei quali questo dovrà avvenire saranno ovviamente regolati da norme transitorie”.
“Il presidente Mattarella naturalmente sarà il garante autorevole di un’ordinata transizione. Tanto lontane erano le mie parole da qualunque significato ostile nei suoi confronti, che ho espresso l’auspicio che sia lo stesso Mattarella a succedere a sé stesso, con le nuove regole, ben sapendo quanto la sua figura sia stimata ed apprezzata dagli italiani. Questa è la realtà. Autorevoli costituzionalisti di sinistra, come Michele Anais, hanno dato atto della ovvietà e della correttezza delle mie affermazioni. Proprio per questo sono amareggiato e indignato”.

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