30 Gen, 2023

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Mogol: “Mi definiscono paroliere. Questa parola è sbagliata. Paroliere è chi fa i cruciverba”

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AgenPress. Mogol è intervenuto nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle quattro, live anche su Rai 2 tra l’una e le due e trenta circa.

Il celebre compositore ha dichiarato: “Molti mi definiscono paroliere. Questa parola non è riduttiva. E’ sbagliata. Il paroliere è quello che fa i cruciverba. Verticali o orizzontali. Dipende dall’ignoranza del giornalista che usa questa parola. Ho iniziato la mia carriera facendo la versione italiana delle canzoni inglese. La prima canzone che ho fatto la considero mediocre. Sono arrivato alla fine tutto sudato, l’ho letta e ho capito che era una versione mediocre. Come nasce una canzone? Con la musica, possibilmente cantata anche già in finto inglese, in modo che si senta bene come viene interpretata. Bisogna capre cosa vuole trasmettere il senso della musica”.

Il primo incontro con Battisti: “Lui era molto simpatico, io gli dissi che quello che aveva scritto non era un granché, lui fece un gran sorriso e mi diede ragione. Me l’aveva presentato un’amica, ci sono rimasto male di quel giudizio negativo, lui era uno simpatico, per rimediare a una situazione incresciosa gli ho chiesto se voleva venire a trovarmi per scrivere qualche canzone insieme. Da questo fatto è nata invece una serie di canzoni e un sacco di successi”.

 Ancora Mogol: “Se il mondo musicale dell’epoca ci guardava con disincanto? Ma le canzoni avevano successo lo stesso, molti pensavano che le uniche canzoni che potessero essere giustificate erano quelle politiche, cose che adesso non trasmette più nessuno, che adesso non si sentono neanche. Canzoni inascoltabili. Una che mi ricordo si chiamava Contessa”.

Sulla musica italiana oggi: “E’ molto diversa da quella che facevamo noi. Secondo me molto è dovuto al fatto che una volta c’erano professionisti che selezionavano le canzoni più belle per farle trasmettere. Adesso invece si decide sui social in base alle visualizzazioni. Indipendentemente dal valore della canzone”.

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