29 Set, 2022

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Codacons diffida Governo. Subito passaggio a ora legale permanente o ricorso al TAR

AgenPress. Il Codacons promuove a pieni volti la proposta della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) di adottare l’ora legale permanente come forma di contrasto al caro-energia, e annuncia oggi una formale diffida al Governo affinché adotti al più presto la misura, pena un ricorso al Tar del Lazio per obbligare l’esecutivo a rinunciare al passaggio all’ora solare.

“Da circa 20 anni chiediamo di eliminare il passaggio da ora legale a ora solare, e in base ai nostri sondaggi l’80% dei cittadini italiani si dice contrario al cambio delle lancette dell’orologio da eseguire due volte l’anno – spiega il presidente Carlo Rienzi – I costi relativi al passaggio all’ora legale a quella solare e viceversa sono decisamente superiori ai benefici: lo sfasamento di un’ora determina conseguenze sia a livello di umore, sia a livello fisico per circa il 15% dei cittadini, e produce disturbi del sonno in un bambino su due. Risintonizzare i ritmi biologici provoca un disagio per l’organismo, anche negli individui adulti: non è certo un caso se in farmacia, a seguito del cambio ora solare/ora legale, si impennino puntualmente anche le vendite di prodotti contro il jetlag. Senza contare i disagi per l’intera popolazione legati all’aggiustamento dell’orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie ecc.

Il passaggio ora legale/ora solare, dunque, determina costi sociali e perdite produttive decisamente superiori ai benefici determinati dal cambio orario, e in questo momento di grave crisi energetica adottare l’ora legale tutto l’anno consentirebbe risparmi sui consumi di energia pari, secondo le stime Sima, a 500 milioni di euro l’anno.

Per tale motivo il Codacons presenta una formale diffida al Governo affinché, come consentito dall’Ue, adotti da subito l’ora legale permanente in Italia, avvisando che, in casa di mancata attuazione della misura, l’associazione ricorrerà al Tar del Lazio per obbligare l’esecutivo a muoversi in tale direzione.

 

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