05 Ott, 2022

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Sfattoria degli ultimi. Sabrina Giannini, perché non è una battaglia animalista ma politica

AgenPress – SFATTORIA degli ULTIMI: perché non è una battaglia animalista ma POLITICA. Perché sta svelando il sistema, quel Dorian GRAY chiuso in soffitta, legale quindi ai loro occhi perfetto, ma è un mostro. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti e prima o poi quel mostro uscirà. Leggete l’email che ho inviato ieri al Commissario che gestisce la Peste suina africana, Angelo Ferrari, e in copia il presidente Nicola Zingaretti, il suo assessore Alessio D’Amato e il ministro competente Roberto Speranza. Se abbattono questi animali sani e liberi devono dire perché non abbattono anche tutti gli altri sani ma chiusi e in condizioni penose.
QUI ELENCO le argomentazioni POLITICHE, poi si sembrano le loro responsabilità davanti alla società civile.
Gent.mo COMMISSARIO FERRARI,
Sono l’autrice e ideatrice del programma di RAI TRE Indovina chi viene a cena, l’unica trasmissione italiana interamente dedicata all’ambiente, alla sostenibilità, alla salute, al cibo e al benessere animale.
In merito al provvedimento di abbattimento notificato al Santuario “La sfattoria degli animali” della signora Samaritani dalla ASL RM1 a seguito del contenimento della peste suina africana, Le chiedo di poter avere alcune delucidazioni e di conoscere con almeno un giorno di anticipo la data prevista per l’abbattimento, dovesse svolgersi e di documentare le operazioni di abbattimento con le nostre telecamere al fine di verificare la modalità di abbattimento in linea con le norme.
In particolare Le posso già anticipare le mie perplessità e le argomentazioni che le sottoporrei:
* non c’è alcun esemplare positivo alla PSA nella Sfattoria sebbene si trovi in un’area infetta (ma che ha colpito, mi risulta, un allevamento intensivo. Avete dunque provveduto ad eliminare anche tutti gli animali che vivono negli allevamenti intensivi presenti nella zona infetta?).
* è stato dichiarato che il problema è di biosicurezza, di abusivismo e molte altre lacune nella gestione. Ma questi sono problemi assolutamente GESTIBILI e REVERSIBILI…
* Il limite dei 2 animali_suini possibili da detenere è di per sé la dimostrazione di una normativa che poggia su una visione industriale dell’allevamento criticata dalla scienza alla quale la politica non si vuole adeguare per una evidente convenienza.
Un sistema quello degli allevamenti intensivi che, invece, può legalmente costringere una scrofa per mesi in una gabbia di gestazione, ucciderla dopo tre parti con i quali partorisce 10/12 suini alla volta e che, in genere, hanno una percentuale di mortalità dovuta all’asfissia. Questo provvedimento che riguarderà suini e cinghiali allo stato libero e sani, appare a più persone ormai paradossale visto che l’allevamento intensivo che si intende con questo abbattimento proteggere è stato più volte criticato dalla politica del green new deal, della Next Generation. Un sistema che fa un uso abnorme di antibiotici dovuto all’assembramento e alle numerose infezioni, uso che causa la devastante problematica dell’antibiotico-resistenza (7-10 mila morti umani l’anno), da me più volte documentata anche nelle inchieste passate a Report (puntata Resistenza passiva) e le più recenti di Indovina, un sistema che consuma soia OGM dal Brasile e quindi corresponsabile della deforestazione, concausa di gas serra e, peggio ancora, “ponte epidemiologico di virus e zoonosi “ (cito il rapporto “Frontiers dell’UNEP. 2016)
Tutto questo, segno evidente che le normative possono essere modificate o, come avviene quando serve o quando si vuole, derogate.
In attesa di un Vostro cortese riscontro
Porgo i miei più cordiali saluti

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