07 Dic, 2022

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Soumahoro si difende da indagine coop gestite da suocera e moglie. “Mi volete morto ma non mi seppellirete”

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AgenPress – “Sono molto preoccupato. Non sottovaluto questi attacchi mediatici. Ma, a chi vuole seppellirmi politicamente, dico: mettetevi l’anima in pace, il fango mediatico non ci fermerà”. Lo dice in un colloquio con il Corriere della Sera e un’intervista con La Repubblica Aboubakar Soumahoro, deputato dell’Alleanza Verdi e Sinistra, al centro delle polemiche a causa di un’indagine, al momento senza ipotesi di reato e in cui il suo nome nemmeno compare, della procura di Latina, su mancati pagamenti di lavoratori e di pessime condizioni di assistenza da parte della coop Karibu e del Consorzio Aid, nei quali hanno avuto dei ruoli la moglie e la suocera di Soumahoro.

Rispetto all’indagine il deputato spiega di non voler eludere le domande, “ma non avendo vissuto nulla di questa vicenda finirei per fare un’informazione approssimativa con un’indagine della Procura in corso”. Sua moglie Liliane “non possiede nessuna cooperativa, non fa parte di nessun Cda e non è mai stata all’interno del consorzio Aid. È vero che è stata una dipendente della Karibu, ma allo stato attuale è disoccupata”. Quando “vorranno sentirla, fornirà tutti i chiarimenti”.

“Mi dite cosa vi ho fatto? Da una vita sto lottando per i diritti delle persone. Vent’anni per strada a lottare per dare dignità alle persone. La mia vita è stata caratterizzata dalla lotta contro qualsiasi forma di sfruttamento. Voi mi volete morto. Ho sempre lottato”,  dice in lacrime in un video postato su Facebook. Con la voce rotta dal pianto, Soumahoro – dopo l’indagine su eventuali irregolarità in due cooperative nelle quali hanno avuto dei ruoli la moglie e la suocera.

“Ma figuratevi se questa regola non sarà rispettata da parte mia anche nei confronti della mamma della mia attuale compagna”. “Voi avete paura delle mie idee, di chi lotta”, aggiunge. “Pensate di seppellirmi ma non mi seppellirete. Sono giorni che non dormo. Io non lotto solo per Aboubakar, non ho mai lottato per Aboubakar. Ho lottato per le persone che voi avete abbandonato. Mia moglie è attualmente disoccupata, è iscritta all’Inps, non possiede allo stato attuale nessuna cooperativa. Perché non parlate con lei? Quando l’ho conosciuta lavorava già nell’ambito dell’accoglienza. Parlate con mia suocera, chiedete a lei che è proprietaria della sua cooperativa, e io sarò il primo ad andare lì, a lottare, a scioperare con i dipendenti e difendere i loro diritti”, prosegue. “La montagna di fango non seppellirà le mie idee, probabilmente riuscirete a seppellirmi fisicamente, ma non riuscirete mai a seppellire le nostre idee, le idee degli invisibili”, di “quel mondo che voi avete abbandonato”. “Io sono una persona integra, pulita”.

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