10 Dic, 2022

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“Sfattoria degli ultimi”, si attende decisione del TAR

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AgenPress. Nuova udienza stamattina al Tar del Lazio sulla vicenda della Sfattoria degli ultimi, mentre in piazza attivisti e volontari hanno manifestato per chiedere la salvezza dei circa 140 animali, maiali e cinghiali, ospitati nel rifugio diventato il simbolo della battaglia contro gli abbattimenti indiscriminati di suidi per il contenimento della peste suina africana.

Le associazioni Enpa, Leal, Leidaa, Lac, Lndc, Oipa e Tda, intervenute ad adiuvandum nella controversia tra l’Asl Roma 1 e la titolare della Sfattoria, erano rappresentate dall’avvocato Giuseppe Calamo che, al termine dell’udienza, ha comunicato che i giudici potrebbero anche arrivare a emettere la sentenza in forma breve senza ulteriori passaggi.

Elemento di novità è stata la costituzione tardiva della Regione Lazio, che ha presentato una memoria solo ieri nella tarda serata. «Abbiamo eccepito la tardività di tale costituzione e ci siamo opposti alla sua ammissibilità e il Tar ne ha preso atto», spiega l’avvocato Giuseppe Calamo. «Da parte sua, il Commissario per la lotta alla peste suina africana è rimasto fuori dal processo, non essendosi costituito. Ora aspettiamo di capire come evolverà il procedimento».

Le associazioni che hanno presentato il ricorso ad adiuvandum avevano chiesto durante l’ultima udienza, quella del 13 settembre scorso, la conferma della tutela cautelare (no agli abbattimenti) già disposta con il decreto del 19 agosto e di poter partecipare “in contraddittorio” a qualsiasi tipo di esame, valutazione o accesso siano ritenuti necessari per formare il giudizio. Nessuna convocazione è arrivata, però, in queste settimane. Le stesse associazioni hanno contestato punto per punto la fondatezza del provvedimento dell’Asl Roma 1 che prevede gli abbattimenti. «Auspichiamo che gli animali della Sfattoria abbiano salva la vita e, al tempo stesso, che il legislatore arrivi finalmente a ufficializzare il ruolo e lo status dei santuari per animali, in modo da evitare in futuro che possano riproporsi situazioni di questo genere», hanno commentato al termine dell’udienza.

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