03 Dic, 2022

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Sergio Costa, tutela animali è segno di civiltà. Troppi ancora i maltrattamenti. Urgente una chiara legge

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AgenPress – “La tutela degli animali è un segno di civiltà. Purtroppo i dati ci raccontano che, anno per anno, gli illeciti comportamenti a carico degli animali aumentano. Ora più che mai diventa urgente definire una chiara legge che ponga la vita degli animali, la loro cura e l’amore che tutti noi nutriamo per loro al centro dell’azione politica. Esiste un disegno di legge parlamentare (A.S. 1078 a firma senatori Perilli e Maiorino) al quale, quando ero ministro, ho partecipato anche io alla stesura”.

Così Sergio Costa, ex ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nei governi Conte I e II.

“In questo Disegno di legge sono previste modifiche del codice penale con nuove fattispecie penalistiche e con inasprimento delle pene a carico di chi, solo a titolo di esempio, detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, oppure viene esclusa la tenuità dei fatti, viene introdotta l’interdizione dalle professioni per chi commette tali reati, pena aggravata per chi distrugge un habitat e quindi anche l’ecosistema animale ivi presente, per traffico di animali, introduzione di specifiche banche dati tra forze di polizie per tali reati, ecc…; modifiche del codice civile e altre disposizioni amministrative a tutela degli animali.

Inoltre, rappresenta per l’Italia l’adeguamento normativo del Trattato di Lisbona, in vigore dal 1° gennaio 2009, che stabilisce: “L’Unione e gli Stati membri tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali, in quanto esseri senzienti”. Considerare, in modo pieno e congruo, gli animali come esseri senzienti, cioè capaci di una propria sensibilità psico-fisica, vuol dire vederli sempre come “soggetti”, mai come “oggetti”.

“Il disegno di legge Perilli/Maiorino pone gli animali finalmente al centro dell’azione politica e segna un importante passo vanti nella loro tutela interpretando il senso comune del cittadino per cui gli animali sono parte di noi. Approvarlo ci pone all’avanguardia mondiale diventando un segnale anche per le altre democrazie a fare altrettanto. Una sorta di alleanza per gli animali. Superiamo, dunque, gli sbarramenti parlamentari dei colori e delle appartenenze. Lo si ponga subito all’ordine del giorno delle commissioni preposte e lo si porti in aula per la sua approvazione unanime. Perché gli animali non hanno colore politico. Rimaniamo umani. Che le stelle tornino a brillare nella notte buia”.

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