07 Dic, 2022

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Roma. Sant’Egidio. Macron, pace sarà quella che decideranno gli ucraini. Non avallare legge del più forte

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AgenPress – “Non lasciamo che la pace oggi sia catturata dal potere russo. Oggi la pace non può essere la consacrazione della legge del più forte né il cessate il fuoco che definirebbe uno stato di fatto”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, intervenendo all’evento ‘Il grido della pace’ organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio alla Nuvola, a Roma.

“Parliamo di pace, di questo grido della pace proprio nel momento in cui gli ucraini e le ucraine si battono per resistere, per difendere la loro dignità, per proteggere le loro frontiere e la loro sovranità”, ha aggiunto. Ma “la pace è possibile” ed “è quella che loro decideranno – ha detto riferendosi agli ucraini – e che rispetterà i diritti del popolo sovrano”.

“Non sono convinto che questa sia la guerra di tutto il popolo russo. Occorre lavorare sotto traccia, è essenziale, bisogna parlare al popolo russo, bisogna parlare alle coscienze”.

“Nulla giustifica questa guerra, nulla spiega questa guerra ma se cerchiamo di comprendere, io ce l’ho messa tutta per dialogare con il presidente Putin” ma “la risposta di come siamo arrivati a questo punto io non ce l’ho” e “non c’è nessuna risposta che possa giustificare, spiegare, legittimare alcunché”. 

Per Macron l’invasione russa dell’Ucraina è “frutto del nazionalismo esacerbato che si è nutrito dell’umiliazione scaturita dalla distruzione dell’impero sovietico”. La Russia “si è isolata dal resto del mondo e si è convinta che c’erano delle minacce”, ha detto ancora il presidente francese sottolineando che Mosca “si è convinta che il resto del mondo avrebbe cercato di distruggere la Russia”.

“Non potevamo rimanere al margine di quello che sta succedendo. Oggi c’è un popolo aggredito e dall’altra parte dei dirigenti che hanno deciso di attaccare, di invadere, di umiliare. Rimanere neutrali vorrebbe dire che esiste la legge del più forte. Questo io non lo condivido”, ha detto ancora.

 “Parlare di pace – ha aggiunto – è parlare di ciò che colpisce le nostre società che oggi vivono il ritorno della violenza oscillando tra il ricordo delle grandi paure, della collera. Una società in cui si è sempre più soli, e questo è uno dei grandi drammi del nostro tempo”.

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