03 Dic, 2022

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Roma. Occupato il liceo Albertelli contro l’introduzione della parola “merito” del governo Meloni

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AgenPress – “L’occupazione  ha lo scopo di mandare un messaggio a livello nazionale, prodotto da una decisione maturata dal corpo studentesco collettivamente e democraticamente, in risposta alla formazione del governo d’estrema destra che otterrà anche la fiducia al Senato e per evidenziare le problematiche interne al Liceo”.

“Vogliamo rendere chiara – dicono gli occupanti – la nostra posizione nei confronti del governo Meloni, il quale, appena formato, non ha perso tempo per prendere decisioni più che discutibili, mentre per quanto riguarda le prossime delibere tra cui la legge di bilancio, dalla campagna elettorale fino ai nomi dei nuovi ministeri, lascia poco spazio all’immaginazione”.

Secondo i giovani, “l’introduzione della parola ‘merito’ nella dizione del ministero dell’Istruzione fa presagire un intero programma: parlare di ‘merito’ senza tener conto delle condizioni di partenza del singolo è una visione miope e classista che andrà ad acuire le disparità sociali ed economiche tra gli individui di una stessa comunità scolastica. ‘Merito’ – aggiungono – è il contrario di inclusione e di democrazia, l’opposto della funzione di mobilità sociale che dovrebbe avere la scuola nel garantire a tutte e a tutti il diritto a una formazione a prescindere dalla propria condizione, ovvero ciò che la scuola dovrebbe essere da Carta Costituzionale”.

“Il Pilo è occupato”, il messaggio su Instagram del Collettivo. A supportare la protesta anche il gruppo Osa: “Condividiamo e supportiamo le rivendicazioni espresse dell’occupazione sono chiare e conflittuali. Siamo contro la scuola dell’esclusione che produce disagio psicologico, chiediamo l’abolizione dell’alternanza scuola lavoro, la risoluzione dei problemi di edilizia scolastica dando soldi alle scuole e non alle spese militari, poi la difesa del diritto all’aborto, e anche stop invio di armi. Questa è la risposta migliore alla repressione poliziesca e alla deriva reazionaria che abbiamo visto ieri alla Sapienza. Seguiamone l’esempio e portiamolo in tutte le scuole di Roma per far ripartire la lotta degli studenti. Verso e oltre la Mobilitazione nazionale studentesca del 18 novembre. Ogni scuola sarà una battaglia”.

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