30 Set, 2022

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Onu. Draghi, aiutare l’Ucraina è l’unica scelta coerente con ideali di giustizia. Putin responsabile

AgenPress – “Eravamo convinti di non dover più assistere a guerre di aggressione in Europa. Sogni imperiali, il militarismo, le violazioni sistematiche dei diritti civili e umani ci sembravano relegati al secolo scorso. Da febbraio abbiamo invece assistito a bombardamenti di teatri, scuole, ospedali; a violenze e soprusi nei confronti di civili, di bambini; al tentativo di soggiogare una democrazia libera e sovrana, che ha reagito con orgoglio e coraggio per difendere la propria indipendenza, la propria dignità”.

Così Mario Draghi, rivendicando come l’Italia abbia “agito senza indugi, insieme agli altri paesi dell’Unione Europea, agli alleati della Nato e del G7, a tutti i partner che come noi credono in un sistema internazionale basato sulle regole e sul multilateralismo.”

“Aiutare l’Ucraina a proteggersi non è stata soltanto la scelta corretta da compiere: è stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni che questa assemblea ha adottato dall’inizio del conflitto”.

“Insieme, abbiamo risposto alle richieste del presidente Zelensky – ha precisato – perché un’invasione militare pianificata per mesi e su più fronti non si ferma soltanto con le parole. Abbiamo imposto sanzioni senza precedenti alla Russia, per indebolirne l’apparato militare e convincere il presidente Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.”

“Non è mancata una richiesta all’Ue: “ora dobbiamo fare di più, soprattutto a livello europeo. Come l’Italia sostiene da tempo, l’Unione europea deve imporre un tetto al prezzo delle importazioni di gas, anche per ridurre ulteriormente i finanziamenti che mandiamo alla Russia.”

“Le responsabilità del conflitto sono chiare e di una parte sola – ha insistito Draghi – ma è nostra responsabilità collettiva trovare risposte a questi problemi con urgenza, determinazione, efficacia. L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia e le crisi che ne derivano (alimentare, energetica, economica) mettono a rischio i nostri ideali collettivi come raramente era accaduto dalla fine della guerra fredda – ha proseguito il premier italiano – queste crisi si affiancano alle altre grandi sfide dei nostri tempi (il cambiamento climatico, la pandemia, le diseguaglianze) e ne amplificano i costi, soprattutto per i più deboli.”

Per questo, ha ribadito Draghi, “non possiamo dividerci tra nord e sud del mondo, dobbiamo agire insieme e riscoprire il valore del multilateralismo che si celebra in quest’aula.”

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