06 Feb, 2023

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Mirabelli (PD): Majorino è un buon candidato per vincere in Lombardia

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RIGENERARE IL PD AL PIÙ PRESTO PER COSTRUIRE OGGI UN’OPPOSIZIONE E DOMANI UN’ALTERNATIVA DI GOVERNO PER IL PAESE


AgenPress. “Pierfrancesco Majorino è un buon candidato per la Presidenza di Regione Lombardia. Credo che avremmo voluto che si arrivasse così alle elezioni regionali, con il centrodestra diviso, perché è evidente che la candidatura di Letizia Moratti spacca il centrodestra: si candidano Presidente e Vicepresidente dell’attuale giunta e, quindi, questo è un primo fattore che fa pensare che la Lombardia sia contendibile. Inoltre, auspicavamo di andare a votare non in concomitanza con le elezioni politiche, che in passato sono state un fattore che aveva favorito il centrodestra e ora si vota solo per le regionali. Infine, andiamo a votare con un’alleanza più ampia rispetto a quella con cui ci siamo presentati alle elezioni nazionali. Credo, quindi, che stavolta ci siano davvero le condizioni per ottenere un risultato importante e spero anche che sia possibile vincere in Lombardia”.

Lo ha detto il senatore lombardo Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, intervenendo in un Circolo del Partito Democratico a Pratocentenaro a Milano.

“Vinceremo – ha spiegato Mirabelli – se saremo capaci di chiarire che i disastri della sanità in questa Regione sono a carico della Giunta Fontana e dell’Assessora Moratti e non del Governo nazionale, se riusciremo a dire con chiarezza ai pendolari che il malfunzionamento del trasporto pubblico è causa dell’incapacità del centrodestra regionale, se sapremo dire nei quartieri popolari che ALER dipende dalla Regione e che le condizioni di degrado in cui versano le case popolari è responsabilità del centrodestra regionale che, tra l’altro, non è stato capace neanche di usare il superbonus del 110% per intervenire sul degrado di molti quartieri popolari. Si vota il 12 e 13 febbraio; siamo in campagna elettorale convinti di essere dalla parte giusta e convinti che questa sia un’occasione importante per chiudere l’esperienza infinita e negativa del governo del centrodestra in Regione Lombardia”.

“Venendo al PD, è evidente a tutti la difficoltà in cui ci troviamo. – ha detto il senatore Mirabelli – La sconfitta elettorale nazionale è stata pesante, soprattutto per il Paese, non solo per il PD. Dopo la sconfitta elettorale si è aperta una dinamica per cui il PD è stato oggetto di una campagna che, a partire dalla sconfitta, ha cercato di mettere in discussione la funzione e l’esistenza stessa del Partito Democratico. Ci sono M5S da una parte e Calenda dall’altra che fanno concorrenza al PD, invece di allearci, con l’idea di dividersi le presunte spoglie del nostro elettorato. Di fronte a questa situazione ci siamo trovati con un Segretario dimissionario e una transizione troppo lunga che ci ha messo ancora più in difficoltà. Anche per questo, abbiamo bisogno di un congresso che non sia ordinario ma che dia un segnale forte fuori da noi. Non abbiamo bisogno di un congresso di rassicurazione per noi ma che dia il segno di una forte discontinuità e che sappia comunicare all’esterno una forte discontinuità, che è l’elemento principale che dobbiamo mettere in campo se vogliamo ricostruire una credibilità con un pezzo di elettorato che non ci considera più credibili. In campagna elettorale, abbiamo parlato di diseguaglianze, di lavoro, di diritti sociali e sono i temi che dobbiamo continuare a mettere al centro della ricostruzione del PD ma evidentemente la lunga esperienza di Governo, con Governi in cui non abbiamo potuto portare avanti il nostro programma in maniera aperta, ha reso meno credibili quegli impegni. È fondamentale, quindi, ricostruire credibilità sulla nostra proposta politica per ridare forza all’opposizione, che serve al Paese”.

“La Legge di Bilancio del centrodestra – ha spiegato Mirabelli, parlando del Governo Meloni – ha un segno preciso: non affronta la questione salariale dei lavoratori dipendenti, riduce le tasse a una parte dei lavoratori autonomi che pagheranno meno di un terzo delle tasse dei lavoratori dipendenti, toglie il reddito di cittadinanza in estate, taglia le rivalutazioni delle pensioni. Il centrodestra fa cassa in questo modo per garantire un po’ di promesse elettorali come Flat Tax, condoni ecc. Si rottamano le cartelle esattoriali dal 2015 ma nessuno può dire di non aver pagato le tasse nel 2015 per colpa del covid, eppure si condonano le cartelle esattoriali. Si dà il segnale che si affronta la questione sociale non guardando all’interesse dei più deboli. Si dà un messaggio in controtendenza sulla lotta all’evasione fiscale, che resta il grande problema di questo Paese, con l’aumento del tetto dei contanti da 1.000 a 5.000 euro o dell’innalzamento della cifra per cui c’è l’obbligo di garantire i pagamenti elettronici: questi sono segnali che indicano che interessa meno tracciare i soldi. Nel nuovo Codice degli Appalti che è stato recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri viene presentato in modo trionfalistico l’alzare a 500mila euro il tetto al di sotto del quale i Comuni possono fare affidamenti diretti e questo significa che l’80% degli appalti del Paese verrà fatto senza gara e si liberalizzano i subappalti. Si è tolto il reato di corruzione dai reati ostativi. È evidente, quindi, che si sta dando un segnale chiaro rispetto a quali sono i reali interessi che la destra vuole rappresentare e questa è una strada che fa male al Paese”.

“Per questo – ha concluso Mirabelli – penso che dobbiamo rigenerare il PD al più presto e farlo ripartire perché serve al Paese, non solo a noi: serve al Paese il PD; solo attorno a noi si può costruire oggi un’opposizione e domani un’alternativa di governo. Dobbiamo augurarci di riuscire a fare bene queste cose, grazie all’impegno di tanti, sapendo che possiamo contare ancora su una comunità di donne e di uomini che fanno politica non per gli affari loro ma per convinzione, guardando all’interesse del Paese, sacrificando anche del tempo. Penso che dobbiamo coltivare e ridare forza alla passione politica

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