09 Dic, 2022

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M5S. Scoppia il caso Petrocelli filo Putin. “Fuori dal governo interventista e non mi dimetto”

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AgenPress – “Fuori da questo governo interventista, che vuole fare dell’Italia un paese co-belligerante”. Lo ha scritto su Twitter il senatore del M5s Vito Petrocelli, presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama.

La vicepresidente dei senatori di Italia viva, Laura Garavini chiede ai “vertici del M5s” di dissociarsi e le dimissioni immediate di Petrocelli dalla commissione Esteri del Senato: dopo queste ulteriori dichiarazioni che seguono gesti concreti come il voto contrario alla risoluzione del Parlamento sulla guerra in Ucraina, non può davvero continuare a ricoprire quel ruolo. Dovrebbe essere lui per primo a fare un passo indietro viste le sue parole”.

Anche il senatore Pd  Andrea Marcucci chiede al M5S “assumere una decisione”.

Petrocelli replica di non avere alcuna intenzione di dimettersi dal suo ruolo. Anzi fa sapere di essere “pronto a non votare più la fiducia su qualunque provvedimento, perché l’atteggiamento del governo su una questione per me rilevante, cioè diventiamo interventisti, non è accettabile ed è la goccia che fa traboccare il vaso”.

A Petrocelli replica lo stesso Giuseppe Conte.  “Se Petrocelli dichiara oggi, a dispetto del ruolo che fino ad ora ha avuto, che non appoggerà più questo governo evidentemente si pone fori dal M5s per scelta personale. Petrocelli fraintende la linea chiara del M5s Noi non siamo mediatori, abbiamo assunto una posizione: non si può essere indifferenti, a metà strada, in un conflitto come questo. Noi abbiamo preso una decisione, anche sofferta”.

Italia viva torna a chiederne ufficialmente  le dimissioni.  Il presidente dei senatori renziani Davide Faraone ha posto la questione nel corso della riunione di maggioranza prima della capigruppo. “Non possiamo tollerare che sul decreto Ucraina ci sia il ‘no’ già annunciato del presidente della commissione Esteri, che per giunta arriva dopo che lo stesso Petrocelli aveva votato contro la risoluzione del Parlamento a sostegno dell’Ucraina”.

“Le parole odierne del presidente Draghi riguardo all’unità del Parlamento italiano, opposizione compresa, sono state chiarissime. Non sono quindi tollerabili oltre espressioni filo Putin in maggioranza – ha aggiunto Faraone – E lo dico anche a tutela delle posizioni ufficiali del M5s che hanno preso le distanze da queste opposizioni che non sono evidentemente solo parole, visto che si manifestano in voti contrari. Adesso è assolutamente necessario porre in questa sede la questione politica, tanto più che la prossima settimana ci sarà una missione della commissione Esteri a Washington”.

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