08 Feb, 2023

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Fratture vertebrali, polmone collassato, milza spappolata. Il nonno del piccolo Ryan nega di averlo picchiato

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AgenPress – Il nonno del bambino picchiato di 6 anni di Ventimiglia ricoverato con lesioni gravissime, dopo le percosse subite il 19 dicembre scorso dal compagno della nonna nega di essere il responsabile. A La Vita in diretta ha detto di essere innocente. “Al bambino non ho fatto male e basta”.

L’uomo è indagato per lesioni gravissime, reato contestato anche alla nonna, in concorso. “Non ho mai picchiato il bambino, neanche con uno schiaffo, mai”. L’uomo ha negato di aver confessato l’aggressione, che sarebbe avvenuta perché non lo lasciava lavorare.

“Io ero chiuso in una stanza, perché stavo facendo dei lavori dietro alla porta. Il bambino era nel suo letto e la nonna gli ha detto ‘amore vieni a mangiare’ e visto che non ci rispondeva è andata a chiamarlo e non l’abbiamo trovato. Non sappiamo cosa è successo. Io ho detto quello che sapevo e basta”.

E sull’ipotesi che avessi usato il bastone di una tenda per picchiare il bimbo, l’uomo ha spiegato “Mi è caduta la tenda mentre la mettevo a posto, ma non ho picchiato il bambino. Non l’ho mai toccato questo bambino, l’ho cresciuto io, come faccio a fare del male a questa creatura? Questo bambino era la mia vita e tutti lo sanno”. Potrebbe essere stata la nonna? “Non credo, non lo so, lo escluderei”.

Il piccolo Ryan , attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Gaslini di Genova, presenta gravi fratture alla colonna vertebrale, in polmone collassato e la milza spappolata.

L’uomo si era presentato in commissariato a Ventimiglia, accompagnato dal proprio avvocato, per rendere spontanee dichiarazioni. La mattina del 19 dicembre il bambino era stato affidato alla custodia della nonna e del suo compagno.

La coppia aveva raccontato che, a causa di un momento di distrazione, avevano perso di vista il piccolo e poi lo avevano ritrovato vicino casa in strada, ma ferito. Il bambino era stato raccolto dal compagno della nonna e portato in auto sul posto di lavoro del padre, ad almeno 2 chilometri di distanza dal luogo del ritrovamento: l’uomo parlò di un investimento da parte di un’auto pirata, ma le telecamere della zona non avevano rilevato il passaggio di mezzi.

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