26 Nov, 2022

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Elezioni. Di Maio candidato con il PD? Prima chieda scusa a quello di Bibbiano. “Se viene qui il problema è suo”

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AgenPress –  “Inutile negarlo, non nascondo che la nostra comunità locale abbia sofferto tanto e che da Di Maio si aspetterebbe ancora delle scuse”.

Lo dice  Stefano Marazzi, segretario Pd di Bibbiano, in merito alla possibilità che Luigi Di Maio si candidi col Pd alle elezioni politiche del 25 settembre. Il ministro degli Affari Esteri nel giugno 2019 – quando era ancora leader del Movimento 5 Stelle e all’epoca vicepremier, all’indomani dello scandalo ‘Angeli e Demoni’ sui presunti affidi illeciti nella val d’Enza Reggiana che portò all’arresto anche il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti – dichiarò: “Mai col partito di Bibbiano”. 

“Se Di Maio ha avuto un ravvedimento politico, tanto meglio. Evidentemente si è ricreduto su quanto detto del Pd in passato, ma le giustificazioni le deve portare lui”, aggiunge  sulla possibilità che l’ex M5s si candidi in quota Dem.

Il ministro degli Affari Esteri tra l’altro è atteso proprio nel Reggiano venerdì sera alle 21.30 alla festa regionale Pd al Parco Secchia di Villalunga, a Casalgrande, a poco meno di una trentina di chilometri da Bibbiano.

“L’imbarazzo non è nostro, ma semmai suo.  Perché dovrà motivare la scelta su un cambio di linea non di poco conto. Abbiamo sempre pensato che la vicenda avesse raggiunto un’esagerazione allucinante e Di Maio all’epoca è stato tra coloro che hanno espresso le cose peggiori senza conoscere una mezza riga di ciò che fosse accaduto veramente”.

“Chiaramente dobbiamo distinguere i piani tra politica nazionale e locale, ma se si avverasse la candidatura di Di Maio col Pd, è un problema più suo che nostro. Lui ha fatto un cambio non di poco conto, mentre noi abbiamo tenuto sempre la barra dritta, continuando sulla nostra strada e forti del nostro operato. Non vogliamo intrometterci nel lavoro della magistratura nella quale confidiamo totalmente, ma mi limito a sottolineare che la posizione del nostro sindaco (Andrea Carletti) si è ridimensionata nel processo ‘Angeli e Demoni’, essendo accusato solamente di abuso d’ufficio e non per gli affidi illeciti”.

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