08 Feb, 2023

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Domenico De Masi: “Il neo liberismo ha infiltrato anche la destra statalista della Meloni”

Non mi meraviglio che questi farabutti del Qatar-gate fossero a sinistra, era la sinistra che doveva scovarli ed espellerli


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AgenPress. Il sociologo Domenico De Masi è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente.

Sulla situazione italiana.

“Questo è un governo esplicitamente conservatore, che non può puntare sul futuro altrimenti diventa contraddittorio -ha affermato De Masi-. Se si legge l’autobiografia della Meloni, che termina con una trentina di punti identitari per FDI e quindi per questo governo, c’è il rifiuto di un futuro dissennato, c’è una ripresa del passato in una visione conservatrice per cui bisogna restaurare e non innovare. In questi ultimi anni il neo liberismo ha infiltrato la sinistra trasformandola, però ha anche infiltrato un po’ la destra. Mi pare che nel governo ci sia l’anima neoliberista di Berlusconi e Salvini e un’anima che potrebbe essere statalista, quella della Meloni, però infiltrata anch’essa dal neoliberismo. Uno degli effetti positivi che verrà da questo governo di destra è che avendo messo tutta la sinistra all’opposizione la costringerà ad avere un modello alternativo a quello di destra. In presenza di un governo di destra adesso la sinistra deve fare i conti con se stessa, rischiando di disgregarsi completamente oppure ricreando la sua identità. Arriveremo quindi ad una società con due forze: una di destra e una di sinistra come vorrebbe la democrazia”.

Sulla sinistra e il Qatargate.

“Il vero divario rispetto all’epoca di Berlinguer è che fino ad allora, il PCI si interessava molto dei poveri, che erano visti non come una massa frantumata di diseredati ma come proletariato, quindi come una massa di persone che potevano diventare classe e potevano acquisire i loro diritti. Di questa massa dopo Berlinguer non si è interessato più nessuno. Una parte di questi poveri hanno gonfiato il gruppo sempre più consistente degli apolitici, degli astensionisti, l’altra parte si è spalmata su tutti i partiti. Inoltre oggi tra i poveri ci sono laureati che la sera portano le pizze sulle biciclette. La forza insita nella sinistra di oggi è che come a destra ci sono 3 destre, anche a sinistra ci sono 3 sinistre. La sinistra PD è radicata nella piccola-media borghesia, è radicata più ai Parioli che nelle periferie. Poi c’è la sinistra 5 stelle che guarda al sotto proletariato. Poi c’è una sinistra che si sta radicando intorno a De Magistris che sono più radicali e più colti. Io non mi meraviglio che questi farabutti del Qatar gate fossero a sinistra, era la sinistra che doveva scovarli ed espellerli”.

Sull’alleanza tra Pd e M5S alle Regionali in Lombardia.

“Tutti i movimenti cercano di diventare partito, non tutti ci riescono. I 5 Stelle stanno facendo questa evoluzione, ma non è ancora compiuta. Alle elezioni del 2018 quando presero il 32% la metà dei votanti erano di destra e la metà di sinistra, poi Salvini si prese tutti quelli di destra, ma il M5S non è un partito compiutamente di sinistra. Hanno una politica più attenta al proletariato e al sottoproletariato, ma non ancora compiutamente di sinistra. Quando ha più voti del PD cerca di guidare le danze, quando ha meno voti diventa succube del Pd. In questo momento il M5S è più forte del Pd”.

 

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