03 Dic, 2022

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Bologna. Collettivi appendono manichino raffigurante Giorgia Meloni a testa in giù sotto le Torri

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AgenPress –  Un manichino raffigurante la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stato appeso a testa in giù nel corso di una manifestazione organizzata in centro a Bologna da alcuni collettivi. L’episodio è avvenuto durante il corto organizzato per protestare, tra le altre cose, contro la norma anti rave party. “La Meloni non è benvenuta”, si legge sulla pagina Facebook del Laboratorio Cybilla uno dei collettivi che ha promosso la protesta.

”MELONI IN TENUTA MILITARE APPESA A TESTA IN GIÙ. NON ACCETTIAMO LE MINACCE ALLA NOSTRA AUTODETERMINAZIONE! Contro ogni attacco al diritto all’aborto, al reddito e alla nostra possibilità di scegliere sulle nostre vite!”.

“A pochi giorni da un decreto ‘anti-rave’ ci troviamo nuovamente ad invadere le strade di Bologna. È facile attaccare mediaticamente la movida e la socialità per privarci della nostra libertà di creare antagonismo. questo abuso nei confronti della dissidenza travestito da decreto è in realtà l’ennesima norma securitaria agita da un governo fascista che ci vuole obbedienti, silenziose e, di fatto, oppresse. Questa norma ci dice che in più di cinquanta persone creiamo un pericolo per l’ordine, l’incolumità e la salute pubblica e noi oggi siamo qui, siamo tantissime ad urlare che nessun provvedimento ci fermerà e che siamo contente di farvi paura. Oggi a suon di musica attraversiamo le strade di Bologna con i nostri corpi liberi e indecorosi per ribadire che il mondo è nostro”.

“Tra sgomberi, cariche all’università e attacchi alle politiche sociali questo governo mira all’appiattimento delle nostre esistenze, delle nostre libertà e dei nostri desideri. Come Laboratorio Cybilla stiamo in questo momento ribaltando un simbolo di odio oppressione e militarizzazione. A poco più di un mese dalla formazione del nuovo governo, con a testa Giorgia Meloni, assistiamo a un attacco infimo e vergognoso alle poche briciole che fino ad ora i governi passati hanno dedicato al welfare”.

“Ci viene detto che il diritto all’aborto non verrà toccato, ci viene detto che verranno erogati sussidi economici per assicurare il ‘diritto ad essere madre’ ma contemporaneamente viene attaccato e ridimensionato il reddito di cittadinanza, ci viene detto che i diritti civili sono già abbastanza, ma in maniera celata subiamo continui attacchi all’aborto, alla libertà di scelta e di autodeterminazione”.

“Lo abbiamo urlato nelle strade, lo abbiamo scritto sui muri e lo ribadiamo oggi attraverso questo momento di socialità divergente: vogliamo molto più della 194 e non siamo disposte a fare neanche un passo indietro. Ad ogni ostacolo alla nostra autodeterminazione risponderemo con una barricata. Tra poche settimane per l’inaugurazione del Tecnopolo e di uno tra i 5 computer più potenti al mondo arriverà in città Giorgia Meloni. Ma non sarà mai la benvenuta a Bologna e da nessun’altra parte. Rifiuteremo la Meloni, rifiuteremo l’elite che inaugurerà il Tecnopolo e ci riapproprieremo di quelle risorse, di quei saperi. Non accetteremo ancora una volta che chi potrà accedere a lusso, ricchezza, scienza e super tecnologie saranno i padroni. Resisteremo sempre contro figure autoritarie che agiscono per un chiaro consolidamento di patriarcato, classismo e razzismo. Da oggi il vento cambia, vogliamo una vita bella, ci prendiamo tutto!”.

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