02 Dic, 2022

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Bande giovanili. Cosa possiamo fare per tutelare i nostri ragazzi?

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Prefetto Tagliente: Garantire la ‘paura delle conseguenze’ anticipando in via amministrativa la soglia di tutela


AgenPress. Negli ultimi tempi stiamo registrando un crescente numero di minori protagonisti di atti di violenza, aggressioni, risse, e rapine anche a mano armata. Siamo passati dai baby vandali alle bande giovanili che mettono radici nel loro territorio con i social come mezzo di comunicazione. Cosa avremmo dovuto fare, e cosa si può ancora fare per tutelare i nostri ragazzi? A queste ed altre domande hanno provato a dare una risposta esperti del settore nel corso di un dibattito sul tema organizzato a Palermo dal prefetto Francesco Tagliente come delegato ai rapporti istituzionali dell’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

prefetto Francesco Tagliente

Al dibattito oltre al prefetto Tagliente hanno partecipato il Vice Prefetto Anna Aurora Colosimo, i Questori Roberto Massucci e Leopoldo Laricchia, il neuroscienziato Pietro Pietrini, il sociologo Nicola Ferrigni, il Prof Manlio Corselli e il dirigente scolastico Mario Brusconi oltre al Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove e Maria Carla Bocchino delegata ANCRI alle politiche giovanili.

È emersa la necessità di una modifica normativa, da ponderare in relazione alle sentenze della corte costituzionale e al principio di tassatività, che garantisca la ‘paura delle conseguenze’ anticipando in via amministrativa la soglia di tutela.
La soluzione potrebbe essere quella delle misure di prevenzione personali di competenza del Questore – calibrate in modo compatibile alla cedu ed alla interpretazione del giudice delle leggi – che sono immediate e sicuramente più deterrenti.

Penso all’avviso orale con prescrizioni (già esistente per i maggiorenni) applicato dall’età di 14 anni come per i daspo, valutando, con le pronunce della suprema Corte, il termine di durata. Quanto alla fattiva esecutività prevedere che le prescrizioni (se inserite) siano sottoposte alla convalida (come previsto nei vari daspo sportivo o Willy) e che siano effettivamente applicabili sanzionando ogni tentativo di elusione (il cellulare vietato e sostituito furtivamente da altro prestato).

Naturalmente in sede legislativa andrebbero tenuti nella dovuta considerazione i diritti inalienabili come quello di frequenza della scuola e del sussidio economico o della patente che non possono scattare automaticamente

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