06 Dic, 2022

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Afghanistan. I talebani riportano la sharia. Amputazioni, fustigazioni, lapidazioni ed esecuzioni pubbliche

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AgenPress –  Il leader dei Talebani in Afghanistan, Haibatullah Akhundzada, mai apparso in pubblico dalla presa del potere a Kabul lo scorso anno, ha ordinato la piena applicazione della legge islamica che prevede esecuzioni pubbliche, lapidazioni, fustigazioni e mutilazioni per “ladri, rapitori e sovversivi”.

Lo ha reso noto il portavoce dell’Emirato islamico, Zabihullah Mujahid, all’indomani dell’incontro del leader talebano con una serie di giudici. “In quei casi in cui ricorrano le condizioni della legge questa va applicata, è la sharia e il mio comando, che è obbligatorio”, ha detto Akhundzada citato dal portavoce.

“Esaminate attentamente i casi di ladri, rapitori e sovversivi”, ha detto Akhundzada in un incontro con alcuni giudici, secondo quanto riferito dal portavoce. Un leader religioso afghano ha detto alla Bbc che le pene contemplate comprendono amputazioni degli arti, fustigazioni e lapidazioni.
La notizia segna un’ulteriore stretta da parte dei talebani che, al loro ritorno al potere, si erano impegnati a governare in maniera relativamente più moderata rispetto agli anni Novanta.

Ma intanto le adolescenti non possono andare a scuola, le donne non possono viaggiare per lunghi tratti senza accompagnatori uomini e sono state praticamente escluse dal lavoro, con eccezioni solo nell’istruzione e la sanità. Da maggio le donne devono coprirsi il volto in pubblico e la settimana scorsa sono state bandite da tutti i parchi e il luna park di Kabul, così come da palestre e bagni pubblici. “Le palestre sono vietate perché gli allenatori sono maschi e si tratta di palestre miste”, ha precisato il portavoce del ministero della prevenzione del vizio e della promozione della virtù, Mohammad Akif Sadeq Mohajir. Per quanto riguarda gli hammam – i bagni pubblici tradizionali arabi – “ogni casa ha una stanza da bagno, non ci sarà alcun problema per le donne“, ha riferito il responsabile. Per il portavoce del ministero, “in molti luoghi – le regole sono state violate. C’era mescolanza (di uomini e donne), l’hijab non è stato rispettato, ecco perché è stata presa questa decisione per ora”.

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