AgenPress. “Abbiamo necessità di avere un’Unione Europea capace di essere protagonista e attore importante in una trattativa di pace che non può escludere, perché questa era la surreale intenzione di Trump, l’Unione Europea e l’Ucraina. Quasi che il Paese aggredito, bombardato, invaso da tre anni, dovesse addirittura essere escluso da una trattativa di pace; quasi che l’esclusiva vada data a chi ha bombardato, invaso e aggredito, cioè la Russia di Putin.
È la prima volta nella storia che un presidente degli Stati Uniti, democratico o repubblicano che fosse, invece di rafforzare il Patto atlantico con l’Unione europea, dichiaratamente lavora per indebolire e rendere irrilevante l’Europa”.
Così Stefano Bonaccini, eurodeputato e presidente nazionale del Partito democratico, intervistato da Francesco Borgonovo durante Calibro 8 su Radio Cusano Campus.
“Sull’Ucraina – continua – io penso che sia venuto il momento di cercare una pace, ma che sia una pace giusta. E dentro a questo è evidente che l’Unione Europea deve essere capace in prospettiva anche di rendersi più autonoma e avere una difesa comune. Il che significa, però, che le spese per la difesa non sono solo armi (anzi, perché poi rischieremo di comprarle dagli Stati Uniti) ma anche il rafforzamento dell’industria e delle infrastrutture, a partire da tutto ciò che sta alla voce cybersicurezza, perché se ogni Paese spendesse da solo di più in spese militari non ci renderemmo più sicuri, né noi né le nostre comunità.
Quindi serve un lavoro per arrivare a una difesa comune europea e, dentro la trattativa per una pace giusta in Ucraina, un’Unione Europea che faccia sentire la sua forza e la sua unità politica, cosa che realisticamente è un po’ mancata in questi anni.” “Siamo pronti e d’accordo a fare un salto di qualità per una difesa comune europea, finalmente, nella quale ci sta anche eventualmente l’aumento delle spese che, però, non possono essere disgiunte da quelle sociali, altrimenti avremo un’Europa che è ancora meno competitiva. Per quanto riguarda il tema dell’invio di militari, noi abbiamo detto che i nostri soldati possono far parte solo di un contingente che sia sotto l’egida delle Nazioni Unite e su questo credo che siamo d’accordo con la linea anche della presidente Meloni.”