La premier annuncia un provvedimento in arrivo in Consiglio dei ministri. Previsto anche l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento di imparare l’italiano. “I bambini italiani non possono sentirsi minoranza”
AgenPress. Un nuovo intervento sull’integrazione scolastica degli studenti stranieri è stato annunciato oggi da Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia.
La presidente del Consiglio ha dichiarato che «sta per arrivare in Cdm un provvedimento» destinato a introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe. La misura dovrebbe essere accompagnata dall’obbligo, per i genitori di studenti stranieri con «problemi gravi di inserimento scolastico», di imparare la lingua italiana.
Il provvedimento, secondo quanto annunciato dalla premier, comprenderebbe inoltre il divieto di burqa e hijab a scuola.
«Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza», ha detto Meloni, aggiungendo: «Non si può fare». La premier ha collegato il tema dell’integrazione scolastica alla necessità di garantire una conoscenza adeguata della lingua italiana e il rispetto delle regole condivise.
L’idea di intervenire per legge sul numero di alunni stranieri presenti nelle classi era già stata anticipata nelle scorse settimane dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
L’11 settembre Valditara aveva spiegato che l’attuale limite del 30% di alunni stranieri per classe è previsto da una circolare ma, a suo giudizio, non sarebbe stato applicato in modo adeguato. Il ministro aveva annunciato l’intenzione di trasformare il limite in una disposizione di legge, prevedendo una distribuzione degli studenti tra sezioni e scuole vicine per evitare la formazione delle cosiddette «scuole ghetto».
Il governo dovrà ora definire concretamente modalità, criteri ed eventuali deroghe della nuova disciplina. L’annuncio di Meloni, infatti, riguarda un provvedimento ancora in arrivo e non una norma già approvata.
Un altro punto riguarda la conoscenza dell’italiano da parte dei genitori di studenti stranieri che presentino gravi difficoltà di inserimento scolastico.
La proposta si inserisce in un percorso già delineato dal ministero. A fine luglio Valditara aveva parlato dell’organizzazione di corsi di italiano destinati ai genitori stranieri, sottolineando l’importanza della continuità linguistica tra scuola e ambiente familiare. Il ministro aveva inoltre riferito dell’impiego di circa mille docenti per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri di primo arrivo.
Sul fronte dell’abbigliamento religioso, Meloni ha annunciato un divieto di burqa e hijab a scuola, collegandolo al principio della parità tra uomini e donne e alla necessità, secondo la premier, di frequentare la scuola a volto scoperto.
Il tema era già stato posto dal ministro Valditara, che nei mesi scorsi aveva annunciato l’intenzione di introdurre un divieto del burqa negli istituti scolastici. In quell’occasione il ministro aveva collegato la proposta alla tutela della dignità della donna e dell’uguaglianza tra uomo e donna.
L’annuncio di oggi amplia dunque il perimetro della misura, citando esplicitamente anche l’hijab. Restano da conoscere il testo definitivo, l’ambito di applicazione e le eventuali eccezioni.
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha inserito le misure scolastiche all’interno di un discorso più ampio sui valori che, secondo il governo, dovrebbero orientare l’integrazione.
Il principio della parità tra uomini e donne, ha sostenuto Meloni, «non è negoziabile». L’obiettivo dichiarato è quello di conciliare l’accoglienza degli studenti provenienti da altri Paesi con il rispetto delle regole e dei principi costituzionali italiani.
Le proposte dovranno ora tradursi in un testo normativo e passare attraverso il Consiglio dei ministri e il successivo iter parlamentare, secondo lo strumento legislativo che il governo deciderà di utilizzare.
Nel suo intervento a Fenix, Meloni ha affrontato anche altri temi legati alla scuola. Ha annunciato, tra l’altro, l’intenzione di introdurre la denominazione di «liceo» anche per gli istituti tecnico-professionali, con l’obiettivo dichiarato di sottolineare la pari dignità dei diversi percorsi formativi.
La premier ha poi dedicato ampio spazio al rapporto tra giovani, politica e social network, mettendo in guardia dalla circolazione di contenuti falsi o manipolati e invitando i ragazzi a sviluppare capacità di discernimento tra «vero e falso» e tra contenuti reali e artificiali.
Al termine del suo intervento, rivolgendosi ai giovani di Fratelli d’Italia, Meloni ha detto: «Voi siete uno spettacolo che infiamma il cuore e siete una delle ragioni per le quali vale la pena di resistere, di perseverare, di fare politica».
L’annuncio sulle classi, sulla lingua italiana e sull’abbigliamento a scuola apre ora una nuova fase del confronto politico sul tema dell’integrazione scolastica. Il punto decisivo sarà il contenuto della norma che arriverà in Consiglio dei ministri: sarà quella a stabilire concretamente come verranno applicati il limite agli studenti stranieri, gli obblighi linguistici e il divieto annunciato dalla premier.
