AgenPress. Si sono conclusi il 27 febbraio 2025 i tavoli di approfondimento di “Italian Investment Council 2025” by Remind – l’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi Italiani – un’importante occasione di confronto tra Pubblico e Privato per promuovere le eccellenze del Made in Italy all’estero, analizzare le sfide e le opportunità legate agli investimenti e allo sviluppo economico sostenibile, sociale e culturale.
Esperti, Imprenditori, Manager, Professionisti Partner di Remind che hanno messo a disposizione esperienze e competenze per delineare insieme alle Istituzioni internazionali, nazionali e locali le Politiche industriali per la crescita dell’Italia, per la sicurezza e il benessere delle persone dove vivono, operano e transitano.
Tra i partecipanti Nicola Procaccini, Commissione Ambiente Clima e Sicurezza Alimentare al Parlamento Europeo che ha cosi dichiarato: “Anche se a distanza ci tenevo a far parte, l’ho sempre fatto grazie al tuo invito, Paolo, e a quello della vostra organizzazione. E naturalmente vedo lì Paola Frassinetti e Renato Loiero, che naturalmente saluto.
Dunque, questa è una legislatura europea dove la parola sicuramente più ricorrente è “competitività”. Probabilmente lo è perché si sono fatti gli errori nella scorsa legislatura e quindi, in qualche modo, si tenta di correre ai ripari in questa, sapendo che ci siamo auto-involti. Ci parlo naturalmente a livello europeo, ci siamo auto-inflitti delle penalità che incidono e impattano negativamente sulla competitività in generale. E quindi, adesso, dobbiamo rimediare.
Da questo punto di vista, ovviamente, però sono ottimista, grazie anche all’impulso che arriva dall’Italia, che arriva dal Vice Presidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto, che ha sotto di sé una molteplicità di deleghe. Ci arriva grazie alla presenza, naturalmente, di… questo è il mio punto di vista, perdonatelo, ma dal punto di vista dei conservatori e, in generale, del mondo conservatore europeo e dalla forza del governo italiano.
Io credo che si possa dire, con una certa obiettività, che l’Italia, grazie alla sua stabilità, in qualche modo ha creato una sorta di ecosistema che favorisce, da un lato, gli investimenti, proprio soprattutto quelli in start-up e in imprese innovative. Voi sapete che nel mercato del venture capital l’Italia è cresciuta del 7,5% nel 2024, molto più del resto d’Europa, malgrado sia ancora in ritardo rispetto alle grandi nazioni come Francia e Germania. Ma nello stesso tempo è anche maggiormente influente nelle dinamiche europee.
Tu citavi, Paolo, due commissioni di cui faccio parte, che sono l’ambiente e l’energia. Ma naturalmente il mio occhio, come Presidente del gruppo, va un po’ a tutti i settori in generale. Posso dire che, con una certa obiettività, per quanto naturalmente colorata dal mio punto di vista, credo che l’Italia sia destinata ad avere un ruolo particolarmente influente nelle dinamiche europee di questa stagione.
Lasciatemi citare l’intraprendenza, in particolare, del nostro capo del governo. L’immagino l’avrete già detto, l’avete già citato, pochi giorni fa, gli Emirati Arabi Uniti. La possibilità di un’altra 40 mila città. Ho letto, Paolo, il sottotitolo dell’evento di quest’anno. Non significa cedere gli asset produttivi italiani, vuol dire esattamente il contrario: consentire agli asset produttivi di potersi affermare nel mondo, quindi di poter vendere la propria qualità per 160 gradi.
Io sono ottimista, naturalmente. Mi fermo qui perché volevo soltanto mandare un saluto e lasciare il mio piccolo contributo. So che di solito, quando si è collegati in remoto, bisogna essere particolarmente brevi. Poi sapete che noi, qui al Parlamento Europeo, siamo allenati alla brevità.
Quindi vi saluto, vi auguro naturalmente buon lavoro e spero ci rivedremo presto, magari anche di persona”