Chico Forti al Tg1. “Ho sognato ogni giorno questo momento. Mi sono dichiarato colpevole solo per l’estradizione”

AgenPress – Chico Forti potrebbe essere trasferito già lunedì nel carcere di Verona. Il 65enne trentino, rientrato stamani in Italia dove sconterà la sua pena dopo 24 anni di detenzione negli Usa, ora si trova nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso: si trova solo in cella anche in virtù del fatto che è un detenuto di transito. Chi ha avuto modo di vederlo lo descrive “sorridente ma provato”.

Chico Forti ha ribadito di ritenersi innocente in relazione alla condanna che sta ancora scontando per omicidio. “Dovevo dichiararmi colpevole per avere l’estradizione, è l’unico motivo per cui l’ho fatto”, ha detto intervistato dal Tg1 nel carcere di Rebibbia il 65enne trentino trasferito oggi in Italia.

“E’ la ragione per cui sono riuscito a tenere duro: rientrare in Italia, anche qui dentro, è un passo positivo. Cambia tutto, dalla notte al giorno (rispetto al carcere a Miami), il personale, la direttrice, le guardie che mi hanno accolto, i vestiti che indosso, sono italiani, non ho le manette, è un’altra atmosfera”. Sul futuro, ha aggiunto, “vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, sono positivo. Accetto questo passo, so che è obbligatorio. E’ per mia madre che mi sono mantenuto così, spero di poterla visitare presto. Ringrazio tante persone: mio zio, Giorgia Meloni, un personaggio fantastico, tutto il governo mi ha aiutato, anche Andrea Bocelli”.

Il procedimento di trasferimento per Chico Forti,  è stato aperto ai sensi della Convenzione di Strasburgo nel dicembre 2019, quando Forti, tramite il proprio difensore, ha manifestato la volontà di essere trasferito in Italia. Prima ciò non sarebbe comunque stato possibile in quanto il 65enne fino ad allora si era rifiutato di riconoscere la condanna. Poi a febbraio 2024 è stato sciolto il nodo politico con gli Usa da parte di Palazzo Chigi e del governo, che riguardava in particolare la cosiddetta norma del ‘fine pena mai’, che non è prevista dalla giurisdizione italiana ma è invece applicata in Florida.

Da marzo poi il ministro della Giustizia ha avviato il coordinamento delle procedure firmando il decreto con cui in base alla convenzione di Strasburgo ha chiesto di promuovere presso la corte d’Appello di Trento il giudizio di riconoscimento della sentenza penale irrevocabile emessa nel giugno del 2000 dalla corte della Florida. Lo scorso 17 aprile la corte d’Appello di Trento ha pronunciato la sentenza di riconoscimento del verdetto Usa e infine il procuratore generale di Trento ha emesso l’ordine di esecuzione.

 

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