Nordio. “L’indipendenza della magistratura è un principio non negoziabile. Resta il problema della separazione delle carriere”

AgenPress – “Mai e poi mai sognerei di entrare in conflitto con la magistratura. Poiché però non siamo nel paese delle meraviglie è anche giusto dire quelli che sono i nostri programmi: definiti dal corpo elettorale che ci ha incaricato per fare delle riforme sulla giustizia. Anche qui bisogna essere chiari, se c’è un punto di incontro con il presidente Santalucia, è quello della assoluta indipendenza dei magistrati, sia giudicanti che requirenti”.

Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo al 36esimo congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati.

“L’indipendenza della magistratura giudicante e requirente è un principio non negoziabile. Una contiguità col potere esecutivo è inimmaginabile. Resta però il problema della separazione delle carriere”.

“Penso che saremo tutti d’accordo sul fatto che occorrano delle riforme che incentivino l’efficienza della giustizia. Per la prima volta abbiamo tre concorsi in via di definizione. Altri due sono stati appena definiti. Contiamo di colmare i vuoti della magistratura entro il 2026. Sono state diffuse voci false e tendenziosi su concorsi stranissimi, con addirittura magistrati nominati dal governo. Non è possibile nemmeno pensare che un ministro, che è stato magistrato, possa immaginare qualcosa del genere. Stiamo invece pensando di accelerare questi concorsi”, ha osservato Nordio.

“Nessuno ha mai pensato che un’eventuale riforma, come quella che gli elettori ci hanno incaricato di fare, possa vulnerare la democrazia né tantomeno l’indipendenza della magistratura requirente o giudicante. Questo non significa affatto che le cose sono già state scritte o irrimediabilmente decise. Noi, sempre nei limiti franche di leale collaborazione, senza retro pensieri o riserve mentali, le cose che vorremmo fare le diciamo. Quelle che possiamo fare insieme cercheremo di farle”, ha ribadito il ministro. “Spero che non si parli più di conflitto tra politica e magistratura. Si potrà parlare di dialogo franco, di dialogo acceso, di idee opposte, di proposte che possono venire da parte vostra”.

 

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