Carlo Gasperini (Direttore Centrale Patrimonio Inail) all’incontro Build in Italy Remind: “Sicurezza, efficientemente energetico e riqualificazione esterna. In corso investimenti per oltre 500 milioni di euro”

AgenPress. Si è svolto il 22 aprile 2024, a Palazzo Ferrajoli, l’iniziativa “Build in Italy – l’Italia che Abiteremo by Remind”, incontro volto ad esplorare il futuro dell’Italia attraverso l’esperienza di esperti, decision-maker e leader del comparto immobiliare allargato ai settori produttivi della Nazione. L’Italia si trova ad affrontare sfide importanti legate soprattutto alla sostenibilità ambientale e all’implementazione di nuove tecnologie all’interno del complesso processo di trasformazione degli stili di vita per il benessere e la sicurezza delle persone nei luoghi, spazi, territori e città in cui vivono, operano e transitano.

In risposta a queste sfide, come sostenuto da Remind, emerge sempre più l’importanza di promuovere la collaborazione tra pubblico e privato adottando un approccio integrato che consideri congiuntamente tre pilastri fondamentali dell’economia: l’immobiliare, le infrastrutture e i trasporti.

Ignazio La Russa Presidente del Senato della Repubblica e Paolo Crisafi Presidente Remind

L’incontro è stato aperto da un indirizzo di saluto del Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa: “E’ con piacere che invio il mio saluto in occasione dell’iniziativa “Build in Italy – L’Italia che abiteremo by Remind”, che si svolge in quella meravigliosa cornice che è Palazzo Ferrajoli. Desidero rivolgere al Presidente Paolo Crisafi e a tutta l’organizzazione di Remind il mio personale plauso per l’organizzazione di un evento importante che saprà certamente fornire un utile contributo alle politiche abitative nazionali. L’immobiliare è da sempre uno dei pilastri fondamentali per l’economia italiana. Il patrimonio immobiliare italiano rappresenta nel migliore dei modi quella stratificazione culturale e architettonica millenaria che fa delle nostre città e dei nostri borghi delle vere e proprie eccellenze a livello mondiale. È proprio da qui che bisogna partire per poter elaborare una corretta valutazione relativa al futuro, alla sostenibilità energetica ed ambientale, così come alla qualità della vita e alla socialità di cittadini e famiglie. Sono proprio le famiglie italiane, da sempre ancorate al “valore” non solo economico delle case, a testimoniare nel migliore dei modi come la nostra Nazione abbia saputo coniugare storia e innovazione, tradizione e sperimentazione. Le autorevoli presenze del Governo e i tanti relatori previsti sapranno offrire utili elementi di riflessione per connettere le infrastrutture, le mobilità e l’immobiliare con i territori e con i luoghi in cui gli italiani si incontrano, vivono e lavorano.

Sono quindi certo che le riflessioni di questa giornata Remind, insieme alla valenza di un così elevato livello di confronto istituzionale, rappresenteranno un ulteriore e utile arricchimento per tutti gli operatori del settore e per le tante e diverse attività che costituiscono un fondamentale patrimonio da custodire e sostenere”.

Giorgio Mule’ Vicepresidente della Camera dei Deputati

Ha poi fatto seguito un messaggio del Presidente della Camera Giorgio Mule’: “Saluto Remind, saluto e il Suo presidente Paolo Crisafi. Build in Italy è un incontro assai interessante, un incontro che interpella chiunque. Non soltanto le aziende e le associazioni, ma l’Italia intera. Perché l’Italia che abiteremo è il nostro futuro e su questo futuro dobbiamo essere chiari. Deve essere un futuro sostenibile, deve essere – certamente – un futuro che guarda alla transizione ecologica, la transizione digitale. Ma deve essere un futuro che fa i conti con la realtà. Non si può imprigionare il futuro in direttive, come quelle Europee, che impongono tempi troppo stretti, troppo ravvicinati per un patrimonio immobiliare come quello Italiano, per un tessuto urbanistico che in Italia è un unicum rispetto a tante altre Nazioni dell’Unione Europea.  Per questo la direttiva, non vincolante, approvata al Parlamento europeo, sul quale non a caso diversi partiti, tra cui quello che io rappresento, hanno votato decisamente contro, è una di quelle direttive che non tiene conto della particolarità italiana. E allora oggi è fondamentale incontrarsi ed è importante che Remind lo faccia parlando di queste sfide che interessano ogni cittadino. Il 2030 e il 2050 sono date che devono fare i conti con la realtà di Paesi del Quattrocento, di case costruite nel Cinquecento e nel Seicento, e che dall’oggi al domani non possono diventare il Bengodi della domotica e il Bengodi della transizione ecologica. È bene riflettere e fare i passi tenendo conto di tutto ciò che accade in questo XXI secolo, ma senza avere fretta perché, come recita il vecchio adagio, la fretta non produce mai nulla di buono. Con questo auspicio auguro a Remind buon lavoro. Rileggerò gli atti con le vostre riflessioni perché sono un contributo fondamentale per chi deve decidere, poi, quali sono le norme da applicare”.

Ha introdotto la sezione “Una Nuova Cultura dell’Abitare” Carlo Gasperini Direttore Centrale Patrimonio Inail che ha così affermato: “L’INAIL, nella sua natura di Ente previdenziale, impiega parte dei fondi di Bilancio disponibili in investimenti immobiliari e mobiliari necessari per garantire un adeguato rendimento delle poste dell’attivo Patrimoniale a copertura delle riserve tecniche in un sistema assicurativo definito a “capitalizzazione mista”;

A legislazione vigente, le iniziative finanziabili con le citate risorse sono inquadrabili in quattro diversi asset di investimento: costruzione di scuole innovative e poli per l’infanzia, immobili per le Amministrazioni dello Stato (direzionale e caserme), iniziative di pubblica utilità (scuole, RSA, uffici ecc.) edilizia Sanitaria (ospedali, RSA presidi ASL). Insieme alle iniziative relative all’acquisto di immobili da locare alle Pubbliche Amministrazioni che già da alcuni anni l’Agenzia del Demanio sottopone all’attenzione dell’Istituto, sono ora giunte ad una fase realizzativa le prime iniziative di edilizia scolastica e sanitaria “a sviluppo” – investimenti la cui “messa a terra” è a carico dell’Istituto attraverso la gestione della procedura di affidamento e la costruzione dell’opera. Infatti questo tipo di investimenti sono sviluppati sulla base della progettazione predisposta dagli enti locali, verificata e validata dall’Istituto che successivamente appalta l’opera solo se il progetto risponde a requisiti di sostenibilità e sicurezza, in particolare il modello progettuale: 2) deve essere incentrato sulla efficienza e sostenibilità dell’edificio pubblico nel rispetto dei criteri NZEB (Nearly Zero Energy Building) e ponendo particolare attenzione agli aspetti di autoproduzione di energia per ridurre i costi di gestione; 2) deve rispettare i criteri ambientali minimi (CAM) al fine di ridurre gli impatti ambientali generati dai lavori per la costruzione degli edifici pubblici e dalla gestione dei relativi cantieri. Precisamente gli accorgimenti progettuali e le tecnologie riguardo il tema dell’efficientamento energetico costituiscono solo una parte della sostenibilità, che invece deve riguardare diversi aspetti, indagati nell’ambito di un’analisi del ciclo di vita, della sfera ambientale, economica e sociale di un edificio. I programmi di investimento che stanno tirando maggiori risorse e che si trovano in una fase realizzativa più avanzata sono quelli di edilizia scolastica e di utilità sociale per i quali sono in corso investimenti per oltre 500 milioni di euro. Attualmente sul territorio nazionale sono aperti 15 cantieri per la costruzione di scuole e RSA, per una scuola è in corso la procedura di affidamento dei lavori mentre sono all’esame per la verifica e validazione 23 progetti di edilizia scolastica. Gli investimenti immobiliari per le amministrazioni dello Stato, invece, prevedono un processo di valorizzazione attraverso l’acquisto dell’immobile, segnalato dall’agenzia del demanio, con successiva riqualificazione orientata sempre al perseguimento di tre principali obiettivi quali la sicurezza, la sostenibilità e al restauro estetico del fabbricato. Per questa linea di investimento particolarmente complessi ed impegnativi sono gli interventi di riqualificazione che stanno interessando il complesso museale dell’Eur di piazzale Marconi e l’archivio di Stato. Il complesso monumentale dell’EUR è stato acquistato dall’Inail nel 2015 da Eur Spa nell’ambito di un’operazione di investimento immobiliare che ha visto il passaggio sotto la proprietà dell’Istituto dell’Archivio centrale dello Stato, del Palazzo della Scienza universale, del Palazzo delle Arti e tradizioni popolari e del Palazzo della Polizia scientifica. L’Istituto, visto lo stato di vetustà e ammaloramento delle componenti architettoniche e impiantistiche dei quattro complessi immobiliari, ha avviato una serie di progetti di restauro e risanamento, articolati in più fasi, la prima delle quali sta per essere messa a terra con l’apertura dei cantieri presso il colonnato di P.le Marconi e presso l’archivio di Stato. Questi primi lavori che interesseranno il tema della sicurezza, dell’efficientemente energetico, del restauro e del risanamento e riqualificazione esterna, saranno seguiti da altro tipo di interventi al momento in fase di progettazione. In sintonia con la propria mission istituzionale, orientata sempre al perseguimento dei tre principali obiettivi citati, sono stati avviati progetti di valorizzazione che riguardano immobili sedi istituzionali dell’Istituto.

Di particolare importanza ed in fase più avanzata sono i progetti per la costruzione della nuova sede della Direzione regionale Marche e della sede territoriale ad Ancona, del centro di riabilitazione di Volterra, la costruzione della nuova sede del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail e la riqualificazione della sede di Messina.”

Ha concluso i lavori Paolo Crisafi Presidente di Remind e promotore di Build in Italy: “Le nostre città, i nostri paesaggi, le strade e i vicoli sono il risultato di quella complessa commistione di tradizione e innovazione, di bellezza e funzionalità, che sono l’essenza del “Made In Italy”. Una ‘fusione’ radicata nella passione e nell’abilità dei nostri imprenditori, manager, professionisti, artigiani e tecnici che lavorano instancabilmente per creare ambienti che rispecchino al meglio la nostra identità.  Riflettere sull’Italia che abiteremo ci aiuta a comprendere come affrontare le sfide che ci attendono dandoci la possibilità di prendere decisioni personali e collettive pragmatiche e realistiche sempre per promuovere la sicurezza delle Nazione garantendo, al contempo, la tutela dell’ambiente e il benessere delle persone. È fondamentale considerare che le azioni che intraprendiamo oggi avranno un impatto significativo sul futuro dell’Italia e sulle generazioni a venire; “siamo, infatti, i luoghi che abitiamo”. Collaboriamo con il Governo, il Parlamento e le altre Istituzioni, in particolare, nell’individuare e porre in essere le direttrici su cui bisogna lavorare riassunte nelle “tre S”: Senior Housing, Social Housing e lo Student Housing. Vogliamo essere parte della soluzione per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, alla cultura dell’abitare e all’efficientamento energetico adottando azioni concrete e durature per la sicurezza di famiglie e imprese. Il comparto immobiliare allargato è in continua evoluzione, e l’associazione è determinata ad essere parte attiva e integrativa di questo cambiamento in modo positivo. È quanto mai necessario inserire in una visione di sistema le tradizionali categorie settoriali, importanti per compattare i segmenti delle attività produttive, al fine di dare un nuovo impulso all’incontrovertibile esigenza dei tempi di congiungere il più vasto panorama di attori e la più estesa partecipazione delle professioni e dei soggetti pubblici e privati, favorendo così sinergie, reti, reciproci arricchimenti. Il nostro scopo è quello di costruire un presente e un futuro migliore, integrando il vasto bagaglio tecnico e esperienziale del passato con le nuove frontiere dell’innovazione all’interno di un tessuto sociale, economico e culturale in costante evoluzione. La nostra proposta sta proprio nell’alimentare la collaborazione tra pubblico e privato per migliorare e rendere organiche le attuali e future misure per la cultura dell’abitare, per l’attrattività degli investimenti, per lo sviluppo sostenibile e per la messa in sicurezza della Nazione; e ciò anche con un campo d’azione sulla prevenzione dei rischi e la gestione delle emergenze legate al territorio.

Un PNSS – Piano Nazionale per la Sicurezza e la Sostenibilità sia relativamente al patrimonio sia alle persone negli spazi, luoghi, territori e paesaggi dove vivono, operano e transitano. Continueremo a collaborare con le istituzioni per affrontare le sfide del presente e per cogliere le opportunità che ci attendono, con l’obiettivo che l’immobiliare allargato possa contribuire sempre di più alla crescita della nostra amata Italia”.

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