Europee. Elly Schlein capolista al Centro e nelle Isole. Prodi: candidatura leader è ferita alla democrazia

AgenPress – “Sono disponibile a dare una mano con spirito di servizio, mi candido a dare una spinta a questa meravigliosa squadra e a un progetto di cambiamento del Pd e del Paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nella relazione alla direzione del partito.

Quella del Pd è “una squadra plurale e competente, sperando di eleggerla tutta per lavorare in Europa, mentre io sarò qua nel confronto quotidiano da segretaria, nel Parlamento, con Giorgia Meloni per le sue scelte scellerate per l’Italia”.

Quelle del Pd per le europee “sono liste bellissime e molto molto forti. La posta in gioco ci chiama tutti a metterci in moto per fare una campagna strada per strada. Le liste vogliono essere l’espressione di una idea dell’Europa e del Pd che vogliamo, un partito aperto che si lascia attraversare dalle migliori energie della società e che rivendica la competenza dei nostri amministratori, dirigenti e militanti. Una lista plurale”.

“Una squadra plurale e competente sperando di eleggerla tutta. Io naturalmente resterò qui, da segretaria, nel confronto quotidiano in Parlamento con Giorgia Meloni e le sue scelte scellerate per l’Italia. Se vinciamo noi l’alternativa è già domani”, ha aggiunto.

Schlein sarà capolista al Centro e nelle Isole, Cecilia Strada nella circoscrizione Nord ovest, Stefano Bonaccini al Nord est e Lucia Annunziata al Sud. Il nome della segretaria potrebbe comparire nel simbolo del Pd per le elezioni europee.

O si mette il nome nel simbolo o si valuta una candidatura di Elly Schlein tutte le circoscrizioni, “bisogna fare delle scelte”, ha quindi osservato la segretaria, replicando alle critiche di inserire il suo nome nel simbolo. Schlein ha spiegato che la sua presenza è un “valore aggiunto” e che bisogna capire come concretizzarlo per portare i voti degli indecisi al Pd.

La scelta di Schlein di candidarsi è stata criticata da Romano Prodi. “Quel che sta succedendo dimostra proprio che non mi da’ retta nessuno – ha commentato l’ex presidente della Commissione europea, parlando a Napoli, nel corso dell’iniziativa ‘La Repubblica delle idee -. Ragioniamo con un po’ di buonsenso: perche’ dobbiamo dare un voto a una persona che, se vince, di sicuro non ci va. Queste sono ferite della democrazia, si scava un fosso per cui la democrazia non e’ piu’ amata. Ho detto solo questo. Riguarda Meloni, Schlein, Tajani e tutti. Non e’ questo il modo di sostenere che la democrazia e’ un sistema al servizio del popolo”.

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