Nasce il Manifesto Co-mai e Uniti per Unire e associazioni aderenti, per il dialogo e il rispetto reciproco interreligioso e interculturale

AgenPress.  Grande successo ha fatto registrare la cena-incontro-dibattito dello scorso 30 marzo organizzata dal Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) ed il Movimento Uniti per Unire in concomitanza della Santa Pasqua, presso via Alberto da Giussano 25, a Roma.

Un evento a cui hanno partecipato illustri rappresentanti di associazioni e di comunità, nonché prima di tutto i soci della Co-mai, del Movimento Uniti per Unire e associazioni e comunità aderenti accanto ai loro familiari e numerosi giovani della seconda e terza generazione e numerose donne.

Possiamo dire certamente che la Co-mai ancora una volta dal 2008 si è dimostrata capace di unire, per dialogare, per parlare una lingua unica, per difendere il ruolo e la figura dell’uomo e della donna nel mondo arabo, e creare coesione con gli arabi di seconda, terza, quarta generazione, valorizzando soggetti che si sono integrati nei nuovi paesi di appartenenza, tra cui in particolare l’Italia a cui la Co-mai fa riferimento.

Non è mancato il nostro ennesimo appello al cessate il fuoco in Palestina e in tutti i paesi di conflitto, al dialogo e alla pace, nonché abbiamo toccato il delicato argomento dei corridoi sanitari nei luoghi dei conflitti di guerra e nelle altre parti del mondo dove si rivelano necessari, e ancora dello straordinario supporto che i professionisti sanitari di origine straniera, sono in grado di offrire sia all’Italia che all’Europa, nonché al resto del mondo.

Stiamo anche lavorando anche, tutti insieme, ad una Conferenza Internazionale sulle delicate tematiche del Medioriente.

Sicuramente questa è l’unica strada da percorrere, e Co-mai lo sa bene, per intensificare il dialogo interculturale e interreligioso e il rispetto reciproco.

I numeri sono dalla nostra parte e confortano il successo del nostro lavoro e impegno: la Co-mai ormai ha raggiunto l’adesione di oltre 100 tra comunità e associazioni e centri culturali arabi che ne fanno parte con i suoi rappresentanti in tutte le regioni italiane, e ci sono anche prestigiose adesioni internazionali, come l’Unione Nazionale Intellettuali Accademici Arabi, presente in oltre 80 paesi, che offrirà il suo valido contributo in termini di dialogo interrereligioso e interculturale.

Non possiamo non rivolgere il nostro sentito ringraziamento a Papa Francesco, l’unico che non si è mai stancato di cercare il dialogo e la collaborazione con il mondo arabo e musulmano, ribadendo anche il ruolo della Chiesa cattolica, accanto al nostro, per sostenere tutte le popolazioni del mondo che stanno soffrendo a causa di guerre violente e ingiustificate.

Come Co-mai e Movimento Uniti per Unire siamo qui a lanciare il nostro ennesimo appello, al Governo Italiano, e al Presidente della Repubblica, per un accordo tra lo Stato Italiano e la realtà religiosa e culturale musulmana, prendendo così le distanze da ogni forma di fanatismo e di violenza, ma lasciando intendere, più che mai, che in Italia esistono arabi e musulmani perfettamente integrati, capaci di contribuire alla crescita del paese Italia, come cittadini di origine straniera, pur mantenendo salda la propria fede e le proprie tradizioni culturali e religiose, rispettando quelle del Paese che ci ha accolto di cui ci sentiamo parte integrante, abbracciando dialogo, tolleranza, integrazione e cultura.

La Co-mai chiede in tal senso che i cittadini di religione musulmana possano vivere, in Italia, i propri momenti di profonda fede, legati alle tradizioni del mondo islamico, come accaduto nel mese del Ramadan.

Questo mai nulla toglierà ai cittadini italiani cattolici o a coloro che professano altre religioni, in un percorso reciproco di tolleranza e rispetto.

Per questo diciamo no al limite del 30% di alunni stranieri nelle scuole italiane, sì alla possibilità di celebrare le proprie feste quando nulla tolgono alle tradizioni altrui, perché da parte nostra non abbiamo mai chiesto che gli altri cambino le proprie abitudini, ma anzi verso di esse dobbiamo sempre guardare con rispetto.

Per questo pensiamo che nelle scuole italiane si possa dare spazio anche a celebrazioni che riguardano la religione musulmana, come nel caso dell’istituto di Pioltello, quando la maggior parte degli alunni sono legati alle tradizioni del mondo islamico.

E allora la Co-mai, come Comunità non religiosa del mondo arabo perché comprende la presenza di esponenti di altre religioni, e come Movimento Uniti per Unire, abbiamo redatto il “Manifesto per il dialogo e rispetto reciproco interreligioso e interculturale” che consiste in una serie di punti che vorremmo qui enunciare, partendo dal comune denominatore dell’unione e della collaborazione tra le comunità musulmane che devono essere in grado di parlare con un’unica voce.

Ecco i punti del nostro Manifesto:

  • Con la scuola unione per l’Italia promuoviamo dialogo e rispetto reciproco interreligioso, con l’impegno di tutte le associazioni che fanno capo al movimento uniti per unire, ricordando il successo dell’evento denominato #cristianinmoschea, che fu iniziativa di grande successo, partecipazione e dialogo e conoscenza e rispetto reciproco.
  • Si all’integrazione che si fa in due
  • Si al vero rispetto reciproco
  • Si al dialogo con tutte le religioni senza distinzione
  • No al limite del 30% nelle scuole italiane per gli studenti stranieri .
  • Si all’accordo tra il governo italiano e la religione musulmana per risolvere tutte le criticità e evitare interpretazioni personali lontane dalla religione e dalla realtà.
  • Si al cessate il fuoco in Palestina e in tutte i paesi del mondo.
  • Si agli aiuti sanitari e corridoi sanitari per i paesi che vivono difficoltà umanitaria.
  • Si al rispetto di tutte le leggi vigenti in Italia
  • Si al rispetto del principio dei diritti e doveri
  • Si ad una conferenza internazionale per il Medioriente e per la pace e per due stati e due popoli
  • Si alle iniziative internazionali multilingue per la ricchezza culturale
  • Si al ruolo di primo piano delle donne italiane e di origine straniere
  • Si al ruolo e al coinvolgimento delle nuove generazioni e la loro valorizzazione e riconoscimento con cittadinanza italiana vera attiva e non solo strumentalizzata
  • no all’Islamofoboa, antisemitismo, anti cristiani e anti qualsiasi religione.

Così il Prof. Foad Aodi, Esperto in Salute Globale Presidente di Co-mai e del Movimento Uniti per Unire nonché Docente di Tor Vergata e membro del Registro Esperti della Fnomceo, che è presente tutti i giorni su tv e radio satellitari per parlare di Immigrazione, Salute Globale, eguaglianza, diritti umani e divulga la verità in tutti i paesi per quanto riguarda il rischio e il pericolo dell’immigrazione irregolare.

 

Advertising

Potrebbe Interessarti

Ultime Notizie