Amsi-Uniti per Unire-Co-Mai-Umem lanciano la prima Scuola Internazionale Multiculturale “Unione per l’Italia”

Aodi: “Obiettivo è formare i futuri professionisti, politici e le nuove generazioni internazionali per andare oltre l’integrazione”


AgenPress. Si è svolto presso il Centro Medico iris Italia a Roma, sede operativa di Amsi, Associazione Medici Stranieri in Italia e del Movimento internazionale Uniti di cultura e tutte le associazioni e comunità aderenti che fanno capo al movimento Uniti per Unire, l’atteso convegno-dibattito, con relatori eccellenti, sulla questione dello scudo penale per i professionisti sanitari. 

L’evento è stato promosso, appunto, da Uniti per Unire, in collaborazione con Amsi, Co-mai(Comunità del mondo arabo in Italia), Umem (Unione Medica Euromediterranea) e Radio Co-mai Internazionale. 

Nell’ambito della giornata è stato presentato l’annunciato e ambizioso progetto multimediale digitale Web Tv Scuola Internazionale Multilingue Unione per l’Italia, le cui finalità rientrano nel raggio di azione di Radio Co-mai Internazionale.

Si rafforzano quindi notevolmente gli strumenti di comunicazione, abbracciando tecnologia e digitale, per perseguire gli scopi e gli obiettivi delle associazioni che ruotano intorno all’AMSI e del Movimento Uniti per Unire e dei loro innumerevoli team di professionisti sanitari, avvocati e giornalisti e di tutte le professioni che operano in Italia e nel Mondo.

Prenderanno il via, infatti, attraverso la Scuola Unione per l’Italia, una serie di corsi multimediali sia online che in presenza e affronteranno tutte le tematiche care al mondo dei movimenti che ruota intorno ad Uniti per Unire.

Stiamo parlando di argomenti di strettissima attualità quali la buona sanità, l’educazione il diritto alla salute, la mediazione culturale, l’integrazione culturale, il dialogo inter religioso e il valore della conoscenza della lingua italiana finalizzato all’integrazione, nonché economia, finanza e studio dell’impianto normativo italiano e internazionale.

La scuola sarà sostenuta  da tutti i membri delle associazioni e i relatori saranno le eccellenti professionalità che ne fanno parte, quali professionisti medici, infermieri, fisioterapisti, giornalisti, avvocati, economisti, commercialisti etc.

Notevole in particolare il supporto di autorevoli giornalisti internazionali dell’Unione Informazione Senza Confini, che comprende 150 operatori della comunicazione internazionale.

La scuola punta quindi a creare figure professionali che, attraverso la formazione, potranno anche avere un ruolo chiave nella politica mondiale e nella mediazione inter culturale, senza dimenticare l’obiettivo chiave che è quello della tutela di tutti i cittadini ed i professionisti senza distinzione. 

La didattica della scuola ha la profonda finalità di utilizzare la cultura a 360 gradi per superare qualsiasi barriera.

La prima lezione-dibattito, nel debutto ufficiale della Scuola Internazionale Web Tv Unione per l’Italia non è stata casuale, ma fortemente voluta dal Prof. Foad Aodi, Presidente di Amsi e Uniti per Unire, nonché Docente di Tor Vergata e membro del Registro Esperti della Fnomceo, fautore del progetto. Stiamo parlando del delicato argomento dello scudo penale per i professionisti sanitari.

Ecco quali sono stati i relatori del dibattito sullo scudo penale, tutti parte del Comitato Scientifico della Scuola ed esponenti del Movimento Uniti per Unire.

Relatori

I membri del Comitato scientifico della Scuola:

Prof.Claudio Rossi e Kamel Belaitouche (Mediazione interculturale)

Prof. Avv.Federica Federici (Legge e avvocatura)

Dr. Roberto Strafile e Prof.ssa Laura Mazza (Economia ed aspetti fiscali)

Dr. Mihai Baleanu, Dr.Piero Valente (Sanità)

Il vescovo Anglicano Luis Miguel e Pino Mauro Pironti(Dialogo Interculturale e Interreligioso),

De Lellis, esperto in Assicurazione .

MODERATORE

Prof. Foad Aodi

Il dibattito ha messo in evidenza il ruolo fondamentale della collaborazione tra tutti i professionisti sanitari e anche altri valenti professionalità che possono contribuire alla causa, quali ad esempio avvocati, commercialisti, economisti, sociologi, giornalisti, per combattere la medicina difensiva e il fenomeno delle denunce facili. Questa purtroppo è la dura realtà che sta alla base dell’aumento delle denunce che purtroppo costringe il professionista della sanità ad anni di battaglie legali, che il più delle volte vengono archiviate come nel 97% dei casi, e che si rivelano alla fine snervanti anche per la sua serenità.

Per questo creare occorre una rete di collaborazione tra i vari professionisti, occorre solidificare la formazione, occorre rinsaldare le relazioni con le agenzie di assicurazioni che vanno responsabilizzate a trovare soluzioni ideali per i professionisti della sanità, con lo scopo di abbattere questo vero e proprio “business delle denunce facili”.

Il Prof. Aodi ha presentato come sempre le statistiche esclusive di Amsi consultando i nostri rappresentanti in 120 paesi.

«Nel mondo, come detto il 95% delle cause vengono archiviate, la media dei processi contro i medici va da due a quattro anni, e c’è da dire che tanti paesi avevano già avviato da tempo la depenalizzazione dell’atto medico.

Le ragioni possono essere diverse:

• i contrasti tra i colleghi

• l’azione di avvocati che convincono i pazienti a denunce facili

• la furbizia di pazienti che hanno ragioni economiche

• le ragioni di pazienti delusi

• per motivi etnico-politici

Il 55% dei professionisti della sanità a livello mondiale ha avuto almeno una minaccia di almeno una denuncia.

Le conclusioni di Aodi: Siamo delusi dalla politica e dalle istituzioni che mancano in elementi cardine come formazione e programmazione. Per questo la Scuola Uniti per Unire è un progetto autonomo con autofinanziamento. Non  aspettiamo le parole dei politici dal 2000 la stessa musica adesso vediamo e decidiamo.

Noi come Movimento naturalmente ringraziamo sempre quella parte politica e quelle istituzioni capaci di ascoltare e concretizzare le nostre proposte. Non accettiamo più le strumentalizzazioni sulla nostra pelle, noi abbiamo bisogno di una politica che ascolta e concretizza 360 giorni all’anno e non solo nel periodo della campagna elettorale». Cosi chiude Aodi.

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