Protesta agricoltori. Meloni: in 16 mesi non è possibile fare i miracoli e correggere anni di scelte sbagliate

AgenPress – “Credo che voi possiate riconoscere che in questi mesi l’aumento delle risorse a favore del comparto c’è stato ed è stato rilevante, seppur in una condizione difficile di bilancio, che anche voi conoscete bene. In 16 mesi non è possibile fare i miracoli e correggere anni di scelte sbagliate, ma io credo che l’inversione di tendenza sia evidente”.

Così Giorgia Meloni a Palazzo Chigi dove ha incontrato le organizzazioni del mondo agricolo – Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Fedagripesca e Copagri. All’incontro hanno partecipato i vicepremier Salvini e Tajani e i ministri Lollobrigida, Giorgetti, Piantedosi, Fitto, Ciriani e Calderone.

“Penso alla scelta, nell’ambito della revisione del PNRR, di aumentare i fondi destinati al settore agricolo da cinque a otto miliardi di euro per rilanciare gli investimenti per i contratti di filiera e aumentare l’indipendenza energetica dei produttori agricoli – ha proseguito la presidente del Consiglio – Abbiamo lavorato per affrontare vecchi e nuovi problemi.

Penso al Fondo per le emergenze con una dotazione di 300 milioni di euro per dare una risposta concreta, sostegni e ristori alle filiere più in difficoltà o agli oltre 800 milioni che abbiamo stanziato per innovare macchine e attrezzature, aumentare la produttività delle nostre imprese e migliorare la sicurezza sul lavoro. Abbiamo lavorato per una organizzazione dei flussi triennale che garantisse la forza lavoro necessaria alla produzione, abbiamo attivato modelli di sicurezza e protezione per le filiere e un più attento controllo delle importazioni. Abbiamo garantito il taglio delle accise sul carburante agricolo e abbiamo sostenuto la promozione dei prodotti italiani perché acquisiscano sempre maggior valore. Abbiamo approvato un chiaro indirizzo sulle Tea per avere colture più forti e produttive. Abbiamo approvato un chiaro indirizzo sulle tecniche di evoluzione assistita per avere colture più forti e produttive”.

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