COP28, intervento del Presidente Meloni al “GST High Level Event on Adaptation”

AgenPress. Cari colleghi nonostante i progressi compiuti dopo l’Accordo di Parigi, continuiamo ad affrontare un evidente “divario di adattamento”. E risposte inadeguate non solo amplificano gli impatti dei cambiamenti climatici, ma aumentano le tensioni per la scarsità delle risorse e ostacolano i progressi verso uno sviluppo sostenibile. Ritengo quindi che questo primo Global Stocktake debba segnare un punto di svolta, inviare un chiaro messaggio politico e costruire un quadro più efficiente per i nostri sforzi comuni.

L’adattamento è una priorità per tutti, e lo è anche per l’Italia che, in quanto Nazione del Mediterraneo – una delle aree geografiche del pianeta identificate come un “hot spot” climatico – è ben consapevole delle proprie responsabilità, non solo interne ma anche nel contesto globale.

Per questo motivo stiamo lavorando con determinazione per rispondere all’appello lanciato alla COP26 affinché le Nazioni industrializzate raddoppino, collettivamente ed entro il 2025, il loro sostegno per aiutare le Nazioni in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. L’Italia intende destinare una quota estremamente significativa del Fondo italiano per il clima – la cui dotazione complessiva è di 4 miliardi di euro – alle Nazioni più vulnerabili dell’Africa, per iniziative di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Ma non attraverso un approccio di beneficenza, perché non penso che l’Africa abbia bisogno di beneficenza. Ha bisogno di essere messo nelle condizioni di competere su un piano di parità, per crescere e prosperare grazie alla moltitudine di risorse di cui il continente dispone. Una cooperazione tra pari, rifiutando approcci paternalistici e predatori.

Sono inoltre lieta di annunciare che l’Italia contribuirà con 100 milioni di euro al lancio del ‘Loss and Damage Fund’, a beneficio delle Nazioni più vulnerabili. Credo che la Presidenza abbia fatto un ottimo lavoro in questo senso, quindi spettava a noi dare il nostro segnale di ciò che pensiamo del lavoro che avete svolto.

Da un lato, essere efficaci richiede una grande quantità di risorse, che il settore pubblico da solo non sarà in grado di mobilitare, quindi è fondamentale accompagnare lo sforzo pubblico con il coinvolgimento degli investimenti privati, garantendo un mercato aperto alla libera concorrenza ma protetto dalla concorrenza sleale. D’altro lato, neanche la capacità di mobilitare molte risorse sarà sufficiente se non riusciremo a garantire e facilitare l’accesso a queste risorse, rafforzando la promozione di climi finanziari favorevoli e lavorando su regimi di assicurazione legati ai rischi climatici, come già sta facendo l’Italia.

Il ruolo delle Banche Multilaterali di Sviluppo è fondamentale, ma non possiamo nascondere il fatto che devono essere riformate e adattate al contesto attuale.

È chiaro che le singole Nazioni possono fare poco senza la collaborazione internazionale, ed ogni sede multilaterale deve saper fare la sua parte. Ed è quello che intendiamo fare anche con la nostra Presidenza del G7 l’anno prossimo.

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