Piano Meloni “Nazione Sicura” al Think Tank Remind “Il Valore della Pace”

L’apporto della Difesa, della Sicurezza e della Diplomazia per il perseguimento della Pace


AgenPress. Si è tenuto a Roma il Think Tank Remind “Il Valore della Pace“, una giornata di riflessione e che ha visto la partecipazione di istituzioni ed autorevoli esponenti provenienti da diversi settori dell’economia italiana con lo scopo di affermare, ancora una volta, l’indispensabilità della pace come valore assoluto secondo ogni punto di vista: economico, sociale, culturale e civile. Esperienze, visioni e progetti volti a promuovere la Pace, non solo come assenza di conflitto armato, ma anche come fondamento di una società giusta, equa e prospera.

L’iniziativa, inoltre, è stata aperta da un messaggio del Santo Padre Papa Francesco e da un saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni i quali hanno ribadito la necessità di costruire la pace a partire da ciò che quotidianamente consideriamo come “buone pratiche”, ossia l’operato di tutti coloro che portano avanti con impegno e responsabilità le proprie attività spinti da un sincero atteggiamento di pace. Un atteggiamento che deve permeare l’operato di tutti, ma soprattutto di coloro che si occupano di difesa e sicurezza. Su questo tema sono state significative le testimoniante apportate esponenti delle istituzioni, delle forze armate e dei settori produttivi coinvolti nella difesa e nella sicurezza a partire dal saluto del Ministro della Difesa Guido Crosetto che ha aperto la sezione: “Giunge quanto mai opportuna questa riflessione di Remind sulle tematiche della pace in occasione della giornata internazionale della pace. Il nostro impegno continua senza soste per assicurare alla Nazione italiana, nel più vasto contesto europeo e mondiale, una posizione di equilibrio e di mediazione tra tutti i conflitti. Penso in particolare al continente africano, scosso ancora da conflitti endemici che ne minano alla radice le possibilità di sviluppo, essendo al contrario sempre forieri di povertà.

Guido Crosetto Ministro della Difesa

A tal proposito, la cooperazione italiana che ho l’onore di amministrare, lavora alacremente in contesti come il Sahele il Corno d ‘Africa, nel tentativo di alleviare le sofferenze di quelle popolazioni. Occorre dire basta a guerre, violenze e genocidi; occorre proseguire il serio impegno internazionale portato avanti dal Governo a guida del Presidente Giorgia Meloni nei territori più esposti ove l’Italia ha rafforzato la sua azione diplomatica. Con queste idealità e animati dai principi consolidati di unità coi popoli amici della pace e dei valori di universale fratellanza, rinnovo a Remind e al suo presidente Paolo Crisafi, oltre che al Parlamento Europeo e al suo rappresentante in Italia Carlo Corazza, i sensi più autentici della nostra vicinanza e del nostro impegno per la pace tra i popoli.”

Valerio Vallefuoco Vice presidente AssoAml, Generale della Guardia di Finanza D. Virgilio Pomponi, Giulio Gravina Direttore Sicurezza Privata Remind, il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e Paolo Crisafi Presidente Remind

Hanno fatto seguito gli interventi di:

Lamberto Giannini Prefetto di Roma: “Ringrazio per l’invito il Presidente di Remind Paolo Crisafi. Mi preme manifestare gli auguri alla Guardia di Finanza, al Comandante Generale Andrea De Gennaro, ai Generali Virgilio Pomponi Comandante Regionale Lazio della G. di F. e Patrizio Vezzoli Capo Ufficio Comandante Generale G. di F. – oggi presenti – e a tutti i Finanzieri, perché oggi è un giorno importante. È il Patrono della Guardia di Finanza. Abbiamo iniziato questa mattina insieme a loro e ad altri a Tor Bella Monaca con delle attività.  E io ritengo che tutte le Istituzioni debbano spendersi per la pace, intesa in senso generale. Noi, pensando alla pace, adesso siamo tutti concentrati su uno specifico conflitto terribile, ma ognuno nel proprio territorio deve fare molto per la pace, in quanto la pace è anche la pace sociale, la pacifica convivenza. Quella che durante questa giornata viene definita l’aver cura della sicurezza delle persone dove vivono, operano e transitano. È necessario sempre di cercare di smussare i conflitti e i dissidi che purtroppo ce ne sono tanti e si accendono per varie questioni.

In tutto questo, io ritengo, che alla base della pace ci sia la giustizia, ci sia la legalità, ci sia il rispetto dei diritti e anche la possibilità il poter fruire dei propri diritti come quello alla sicurezza, al lavoro, all’istruzione. Io ritengo che la sicurezza, la pace e la formazione vadano assolutamente a braccetto. È importantissimo partire dal basso, partire dall’inizio con i giovani. Poter dare a loro delle informazioni corrette, poter dare loro un senso civico e poter far sentire loro l’orgoglio di essere italiani e di essere dei cittadini, ancorché molto giovani. È dai giovani che deve partire tutto. Il massimo del nostro impegno e della nostra attività deve essere quello di riuscire a garantire loro i nostri diritti. Ecco io così sto interpretando questo ruolo: cercare, con le attività che fa un prefetto, di mettere in fila tutte le Istituzioni, metterle insieme, e avere da tutti un contributo importante. Questo perché ognuno nella propria specificità è assolutamente maestro di un sapere di esperienza e di professionalità. Bisogna anche rivolgersi e stare vicino ai privati e alle associazioni come Remind in questi momenti di scambio di pensiero, di scambio culturale, che sono assolutamente importanti e che mettono vicino tante idee contribuendo a fare questa rete di sicurezza e cultura – che vanno di pari passo. Così interpreto il mio ruolo. Ci tenevo a essere qui perché ritengo importante dare questi messaggi. Mi fa piacere ricordare che qualche giorno fa, con il generale della Guardia di Finanza, siamo stati insieme alla all’inizio dell’anno scolastico e questo è importante. È stato bellissimo vedere tanti bambini molto colorati e molto entusiasti. Siamo stati in un luogo particolare per una scuola intitolata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Riuscire a far cogliere questi momenti e poi parlarne insieme con le varie istituzioni e confrontarsi sulle esperienze per me non è un semplice scambio di idee, ma un modo di fare sicurezza. La collaborazione e tra pubblico e privato, anche relativamente alle attività di sicurezza è fondamentale. Ricordo quando ero agente della Polizia di Stato di aver prestato servizio presso l’Aeroporto espletando attività ora affidate alla sicurezza privata, sempre sotto il controllo delle forze dell’ordine.  Saluto quindi tutti i partecipanti e il direttore della banda musicale maestro Laserra Ingrosso che suonerà “Marcia di Ordinanza della Guardia di Finanza” e a seguire l’Inno d’Europa e d’Italia”.

Gen. D. Virgilio Pomponi Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza: “Grazie al Presidente Remind Paolo Crisafi per l’invito e mi complimento per quello che fate, per come lo fate, per l’organizzazione dell’evento che veramente declina sotto tutti i profili un concetto importante come quello della pace; concetto che non è valido solo per gli operatori di sicurezza, come possiamo essere noi, ma vale per tutti i cittadini. Porto il saluto del Comandante Generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro che purtroppo è impegnato in un altro evento istituzionale. Grazie anche soprattutto per aver pensato a noi all’ interno di quello che è un parterre assolutamente di primissimo livello, anche molto nutrito. Ringrazio anche per un’altra cosa: la collocazione all’interno di una sezione come questa “Difesa, Sicurezza e Diplomazia” direi che mi aiuta anche nel descrivere sinteticamente quello che è il messaggio che come Finanzieri vogliamo trasmettere. Intanto, partendo dal concetto di difesa, noi siamo militari e orgogliosi di esserlo. Non tutti conoscono quelle che sono le funzioni di carattere militare e di difesa della Nazione a cura della Guardia di Finanza. La nostra legge ordinativa, una legge del 59 ma comunque assolutamente attuale sotto questo profilo, prevede che la Guardia di Finanza dia un concorso alla difesa delle frontiere della nazione. Un supporto militare che ovviamente abbraccia anche quelli che sono gli aspetti politico-economici i quali costituiscono il nostro core business. L’idea di frontiera, rispetto al 1959, è cambiata moltissimo, quindi fenomeni come la globalizzazione di fenomeni economici ci ha portati a dover gestire situazioni veramente molto molto diverse rispetto a quello originario. La nostra legge istitutiva prevede che, in caso di guerra, la Guardia di Finanza debba partecipare attivamente alle operazioni militari.  Vengo ieri da una cerimonia in cui abbiamo ricordato alcuni nostri martiri, di Cefalonia e Corfù, dove morirono circa 10.000 nostri militari. C’era un battaglione di finanzieri mobilitato nelle isole della Grecia. È un tema che noi sentiamo ancora molto presente. L’impiego della Guardia finanza nelle operazioni di peacekeeping è invece una delle nostre attività molto ricorrenti. Essendo noi militari e avendo poi delle competenze di natura economico-finanziaria spesso veniamo richiesti nelle attività di ricostruzione delle istituzioni di quei Paesi che magari attraverso delle guerre civili e poi si ritrovano senza più nulla. Quindi diciamo che siamo particolarmente gettonati anche sotto questo profilo.  Non ultimo il conflitto in Ucraina. Il nostro intervento non è stato ovviamente di natura strettamente bellica, siamo obbligati al congelamento dei beni degli oligarchi Russi e anche di coloro che hanno dato supporto. Fornisco un dato sintetico ma significativo: abbiamo congelato beni per un valore di oltre 2 miliardi di euro. Riteniamo di aver dato un apporto significativo in tal senso.

Pur condividendo il concetto di difesa, ci sentiamo più vicini al concetto di sicurezza. Se per la difesa parliamo di una non attività di risposta ad un attacco, il concetto di sicurezza invece attiene più a quello che può essere un aspetto preventivo della nostra azione. Naturalmente noi ci occupiamo della sicurezza di natura economico-finanziaria. Sappiamo l’economia che ruolo riveste a livello mondiale, anche per la prevenzione anche dei conflitti. Molto spesso sono gli interessi economici che determinano poi l’avvio di eventi di carattere bellico. Il nostro compito, da sempre, quello di assicurare una cornice di legalità ai rapporti economico-finanziari. A livello nazionale sicuramente, ma anche oltre i nostri confini.  La nostra legge istitutiva ci pone anche degli obblighi di tutela del bilancio dell’Unione Europea. I nostri sono compiti che non si esauriscono all’interno dei confini nazionali, anche se abbiamo detto che il concetto di confine nazionale ormai è molto rarefatto. Perché riteniamo che possa essere importante il nostro apporto? Perché maggiore è la fiducia dei mercati e minore è la tendenza al conflitto di carattere sociale che poi può sfociare verso l’esterno anche in conflitti di natura decisamente più rilevanti. E se noi andiamo a vedere quali sono i compiti in cui si articola la nostra missione istituzionale, ritroviamo un po’ tutti questi aspetti. Il nostro compito è il contrasto all’evasione fiscale, il contrasto agli illeciti della spesa pubblica e alla corruzione oltre che alla lotta al crimine organizzato. Quindi sostanzialmente andiamo a svolgere un’azione che può sembrare solo di natura punitiva, ma invece non è assolutamente così, anzi. E qui arriviamo al concetto del nome della sezione del panel odierno: la “diplomazia”. Noi andiamo a difendere socialmente la costituzione economica della Nazione. L’articolo 53 è quello che meglio lo sensibilizza e che dice che tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il nostro compito è esattamente relativo a cio’. E’ una funzione sulla quale tutti concordiamo di quanto possa essere importante, ma non sempre quando viene applicata è poi apprezzata. Però molto sta cambiando. Lavoriamo per uno Stato libero che attraverso di noi recupera le risorse che poi dopo mette a disposizione dei cittadini. Questo no, non è sempre così immediato come concetto. Noi cerchiamo quindi di poter diffondere i valori di libertà economica. Condivido una piccola soddisfazione: l’Eurispes 2023 dice che la forza di polizia più apprezzata è la Guardia Finanza. Non è una competizione con altre forze di polizia, ci mancherebbe. Ma quello zero virgola che dice che la Guardia di Finanza è, di poco, ma comunque superiore alle altre forze di polizia vuol dire che questo concetto di legalità economica, quindi un apprezzamento per quelle che l’importanza dei valori di legalità economica, cominciano a diffondersi i cittadini. Questo ci fa piacere perché fa parte della nostra missione istituzionale. Una missione non solo relativa ad un’azione punitiva, ma anche alla diffusione di valori di legalità economica che puntano a garantire gli equilibri economici e sociali dello Stato. Prevenire dunque conflitti di ogni natura e assicurare le condizioni di pace che, partendo da quella economico finanziaria, possa espandersi in maniera generale. In questa nostra azione collaboriamo con tutte le forze dell’ordine e con la sicurezza privata, oggi presenti in questo panel con il Prefetto di Roma Lamberto Giannini, Giuseppe Cossiga Presidente Aiad – Aerospazio, Difesa e Sicurezza, Giulio Gravina Direttore Sicurezza Privata Remind e Cofondatore G. Italpol e Valerio Vallefuoco Vicepresidente AssoAml – Antiriciclaggio”.

 

Giuseppe Cossiga Presidente Aiad – Associazione Aerospazio, Difesa e Sicurezza

Giuseppe Cossiga Presidente Aiad – Associazione Aerospazio, Difesa e Sicurezza: “È per me un piacere particolare partecipare a questa iniziativa Remind “Il valore della pace”. Essere invitato come presidente dell’associazione AIAF, che l’associazione di Confindustria che riunisce tutte le industrie dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza – da Leonardo a Fincantieri – è insolito. Nel senso che di solito, nelle iniziative in cui si parla di pace, veniamo generalmente ostracizzati. C’è un po’ l’idea, forse colpa dei film, per cui l’industria della difesa sia da associare a personaggi come Alberto Sordi del film “Finché c’è guerra c’è speranza” oppure al più recente “Lord of War” che ci associano spesso alla figura dei mercanti di morte. Questa purtroppo è una locuzione che spesso ci sentiamo attribuire, anche ad alti livelli della società. Ma noi con i mercanti di morte non c’entriamo niente! I mercanti di morte sono coloro che, senza scrupoli, acquistano armi non si sa dove e le vendono a non si sa chi. Ecco, noi siamo una cosa totalmente diversa. Non c’è industria nazionale più rigidamente controllata dallo Stato come l’industria della difesa. E questo vale sia nelle nostre attività nazionali nei confronti delle nostre istituzioni di difesa, sia all’estero. Noi abbiamo una legge molto avanzata, che è la legge 185. Tutto quello che noi facciamo accade nel quadro della politica estera della nostra Nazione. Quindi non c’è niente di più lontano dal mercante di morte dell’industria nazionale della difesa di un Paese democratico con un Governo. estremamente attento anche ai diritti umani. Purtroppo però noi siamo assenti da occasioni come questa organizzata da Paolo Crisafi e il più delle volte l’industria preferisce stare zitta. Forse è il caso che si inizi invece a non avere paura e a raccontare quanto importante quello che facciamo per il mantenimento della pace, invece. Purtroppo adesso siamo in un momento storico particolare che è dovuto all’invasione da parte della Russia dell’Ucraina. Io vi invito a riflettere su una cosa: la Russia era convinta in tre giorni di occupare dell’Ucraina. Perché ne era così convinta? Perché aveva fatto un’analisi delle capacità militari dell’Ucraina, della dotazione militare del Paese e avevano prodotto questa stima. I ladri decidono di entrare in casa vostra se sanno che non avete il cane, che non avete l’allarme, che non c’è il commissariato di polizia affianco casa. Per quello non vengono a rubare. Lo stesso vale per la sicurezza. Lo dicevano già gli antichi romani; nel mondo in cui viviamo “sic vis pacem para bellum”. Non c’è paese democratico che non debba avere a cuore la tutela della pace e della vita di tutti i propri cittadini. Non c’è paese occidentale della dimensione dell’Italia che possa fare a meno di un’industria difesa per garantire la pace”.

Giulio Gravina Direttore sicurezza privata Remind e cofondatore del gruppo Italpol: “Come sappiamo Remind applica i concetti di sicurezza sussidiaria e urbana all’immobiliare allargato e nel mio ruolo di co-fondatore del Gruppo Italpol, uno dei maggiori player nel settore della sicurezza privata in Italia, e di Direttore sicurezza privata Remind mi faccio promotore della tutela e del benessere delle persone dove vivono, transitano e operano. In questa visione, i servizi di sicurezza privata fanno certamente parte del concetto di immobiliare allargato, e la Sezione sicurezza di Remind ha il compito di rappresentarli in una modalità orizzontale di filiera.I servizi di sicurezza privata sono a pieno titolo contemplati dalla normativa nazionale che pone disposizioni riguardo la sicurezza partecipata ed urbana. Il decreto legge n. 14 del 2017 convertito in legge ha introdotto la definizione di sicurezza urbana definendola come il bene pubblico relativo alla viabilità e al decoro delle città, da perseguire anche con il contributo congiunto degli enti territoriali attraverso una serie d’interventi come la riqualificazione e recupero delle aree/siti più degradati; l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale; la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; la promozione del rispetto della legalità; più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile. La stessa normativa (art. 7 del DL n. 14/2017) contempla iniziative che mirano alla realizzazione di forme di partenariato, non solo tra soggetti istituzionali, ma anche tra il “pubblico” e il “privato”, riconoscendo un ruolo agli istituti di vigilanza privata. Infatti la norma prevede (comma 1 bis – art. 7 del DL n. 14/2017) che i patti per la sicurezza urbana possano contemplare anche l’avvio di progetti concernenti la messa in opera a carico di privati (enti gestori dell’edilizia residenziale, amministratori di condomini, imprese dotate di almeno dieci impianti, associazioni di categoria, consorzi o comitati costituiti tra imprese, professionisti o residenti) di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o di istituti di vigilanza privata convenzionati. Il legislatore al momento non ha ancora dato seguito a quanto disposto dal comma 1-bis dell’art. 7 del DL n. 14/2017, e pertanto le potenzialità della norma a favore del settore sono rimaste al momento inespresse.

Definire i contorni del ruolo della vigilanza privata nell’ambito della sicurezza urbana può consentire anche l’individuazione di forme d’intervento sussidiario della vigilanza privata rispetto all’attività della polizia municipale. La definizione di sicurezza sussidiaria è già stata introdotta nel nostro ordinamento nel 2005. Da allora gli Istituti di vigilanza privata partecipano attivamente alla messa in sicurezza dei luoghi di transito (Porti, Stazioni Ferroviarie, Metropolitane, ecc.), svolgendo quei servizi di sicurezza per i quali non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego delle forze di polizia. Questo schema potrebbe essere riprodotto su altri ambiti come la sicurezza urbana. Di fatto ci sono già prime esperienze in questo senso, cito il caso della Regione Friuli Venezia Giulia che, nel rispetto della normativa statale, riconosce, attraverso una legge regionale, agli enti locali la possibilità di avvalersi del personale degli istituti di vigilanza privata, per svolgere attività sussidiaria aggiuntiva e non sostitutiva a quella ordinariamente svolte dalla polizia locale, finalizzata al miglioramento della percezione di sicurezza della cittadinanza attivando i soggetti a vario titolo competenti nei casi di emergenza. Proprio il Comune di Lignano Sabbiadoro ha recepito l’opportunità della norma regionale avviando per il periodo estivo 2023 una collaborazione operativa tra Polizia Locale e Guardie giurate. Menziono poi il recente caso del comune di Caivano e l’importanza dell’avvio di progetti di rigenerazione urbana in ogni parte della Nazione comprese le periferie più degradate (o le “Caivano d’Italia”, come definite dal Governo). La vigilanza privata può certamente agire in maniera sinergica con le Forze dell’Ordine e le Polizie locali, contribuire ad elevare la percezione di sicurezza nelle aree degradate dando un sostegno attivo alle politiche di rigenerazione urbana dei territori isolati e periferici. Un ulteriore contesto dove la vigilanza privata può dare il suo contributo, in un’ottica di sicurezza urbana, è quello della sorveglianza dei Centri per il rimpatrio, argomento oggetto delle politiche di contrato all’immigrazione illegale, tematica portata in queste ore per la prima volta all’attenzione del’ONU, dal Presidente Meloni. Proprio l’ultimo Consiglio dei Ministri ha previsto l’approvazione di un piano per la costruzione, da parte del Genio militare, di ulteriori centri per il rimpatrio, da realizzare in zone scarsamente popolate e facilmente sorvegliabili. La vigilanza privata è pronta a fare la sua parte sempre in una logica di partnership pubblico-privato”.

Valerio Vallefuoco Vicepresidente AssoAML: “Grazie per aver dato anche voce ad AssoAML di cui sono vicepresidente oltre che delegato sull’antiriciclaggio e la lotta al finanziamento al terrorismo per Remind, presieduta dall’amico Paolo Crisafi. Io sono un avvocato e, peraltro, sono vicepresidente della commissione anti-riciclaggio degli avvocati di Roma, che è dell’ordine più grande d’Europa. La Presidente, l’avvocato Ballerini Di Price Waterhouse, porta i suoi saluti. L’altra attività che seguo è quella di Esperto nazionale del Consiglio nazionale dei commercialisti in tema di antiriciclaggio, compliance e anticorruzione. Ma perché c’è questo link tra pace e questa normativa che sembra, diciamo così, repressiva? Innanzitutto non è repressiva, ma è una normativa preventiva. Allora probabilmente l’antiriciclaggio, la compliance, la lotta al finanziamento al terrorismo e alle armi di repressione di massa sono evidentemente un elemento di cui Nazione ha proprio come cultura d’eccellenza. In questo contesto dove sono presenti illustri rappresentanti della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato non posso non ricordare che io mi sono formato facendo il docente presso la Scuola Ispettori, l’Accademia e la Scuola Economico Finanziaria della GdF fino ad avere l’onore di essere docente dell’OCSE, proprio al “Tax And Crime”, che viene gestito dalla Guardia di Finanza in Italia. Devo dire che c’è stata una grandissima attenzione da parte di tutte le polizie mondiali dell’ONU proprio a questo concetto dell’avanzamento della nostra cultura sulla prevenzione e – addirittura – sugli indici di anomalia. Faccio questo piccolissimo richiamo: quando durante una lezione in cui c’erano oltre 100 Nazioni ho raccontato che in Italia ci sono degli indici di anomalia per ogni settore, elaborati anche con l’ausilio della Guardia di Finanza che fa parte del Comitato di sicurezza economico finanziaria, che servono prevenire una serie di reati, la cosa che mi hanno chiesto è di tradurli. Lo ho fatto per spirito di servizio, ci ho messo un mese e mezzo per farlo, però quanto elaborato adesso fa parte del patrimonio informativo dell’Accademia “tax & Crime” dell’OCSE. Proprio per questo dicevo che sicurezza e pace vuol dire prevenzione, vuol dire lotta al finanziamento al terrorismo, vuol dire lotta al finanziamento ai programmi di distruzione di massa, vuol dire anche controllo della gestione dei flussi del cosiddetto “dual use”, vuol dire controllo dell’elusione. Allora in questo caso visto, che si è parlato di operatori, i professionisti sono soggetti obbligati antiriciclaggio e soggetti designati dalla normativa antiterrorismo e con lotta al finanziamento del terrorismo. In questo caso proprio noi abbiamo l’obbligo, insieme con tutti gli altri operatori finanziari, di fare delle comunicazioni che poi sono atte ad evitare queste elusioni, queste triangolazioni, che poi sostanzialmente non fanno altro che evadere quelle che sono le sanzioni internazionali.

Un solo richiamo in relazione alla guerra e in relazione alla proliferazione di armi: proprio nel 12 maggio del 2023 è stato emanato un indice di anomalia che, sostanzialmente, punisce e indica agli operatori di fare attenzione, non solo a livello geografico, ma anche a livello di attività. Noi siamo anche molto avanti nella lotta ai trafficanti d’armi perché in Italia c’è un controllo capillare, c’è uno strumento che può essere utilizzato, che è quello della prevenzione e della comunicazione. Che cosa possiamo fare noi operatori del diritto? Segnalare, formarci e informare sia i nostri clienti sia i nostri colleghi per cooperare e per evitare che queste attività possano comportare un aggravamento dei rischi di guerra e soprattutto un utilizzo di armi non autorizzato dallo Stato. Quindi questo è nostro compito. Tra l’altro è un obbligo di legge. Quindi spero, considerata la presenza delle diverse istituzioni a vario titolo competenti, che questo possa diventare anche una materia da insegnare alle università. Questo è un elemento su cui io vorrei che si facesse più attenzione anche per le persone che escono dall’università. Avere un esame o comunque una certificazione che gli dia la possibilità di capire se c’è una violazione o meno della compliance sicuramente sarebbe un grande passo avanti per un cammino di pace e di giustizia. Confido nella collaborazione tra pubblico e privato anche nelle materie relative alla difesa e alla sicurezza per la tutela e il bene delle Famiglie e delle Imprese”.

Il Gen. D. Virgilio Pomponi Comandante Regionale Lazio della G. di F, Carlo Corazza Direttore del Parlamento Europeo Ufficio Italia, Paolo Crisafi Presidente di Remind durante l’esecuzione dell’Inno d’Italia da parte di una composizione Banda Musicale della Guardia di Finanza

Paolo Crisafi Presidente Remind ha commentato la sezione evidenziando l’esigenza di rendere sempre più operativo Piano Meloni “Nazione Sicura”: “Ringrazio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Viceministro Edmondo Cirielli per le loro attestazioni tutte convergenti sul valore assoluto della pace. Il Governo Meloni vede come prioritaria la sicurezza dell’Italia e delle Persone.

I Ministeri e le istituzioni competenti stanno svolgendo un lavoro importante di cui man mano vedremo sempre più i risultati e si potranno migliorare alcune misure. Partendo dalle problematiche relative alle “Caivano d’Italia” alle tematiche climatiche e strutturali che si sono succedute sino a questi giorni, sta prendendo forma quello che definirei il Piano Meloni “Nazione Sicura”. Un’Italia sicura da ogni punto di vista sia relativamente al patrimonio sia al ciclo di vita delle infrastrutture, immobili e relativi impianti, sia riguardo le famiglie e le imprese: negli spazi, luoghi, territori e paesaggi dove le persone vivono, operano e transitano. I provvedimenti varati dal Consiglio dei Ministri del 7, 18 e 25 settembre 2023 vanno verso questa visione di insieme di “Nazione Sicura” con misure emergenziali e programmatiche; sono state varate in particolare disposizioni urgenti in materia di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia, di politiche di coesione e per il rilancio dell’economia nelle aree del mezzogiorno oltre che misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Ciò in linea con il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “la cultura della sicurezza deve permeare le istituzioni” ed è quello che insieme il Pubblico e il Privato stanno facendo ma si deve e può fare di più all’interno di una visione unica dei temi della sicurezza per il bene della Nazione. Offro queste considerazioni al Governo a guida del Presidente Giorgia Meloni e dei Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, oggi presente con vari rappresentanti, oltre alle istituzioni nazionali e locali come il Gen. D. Virgilio Pomponi Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza e il Prefetto di Roma Lamberto Giannini”.

Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

I lavori della sezione si sono conclusi con un messaggio di Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale: “Gentilissimi, con la presente desidero porgere i miei saluti più cordiali al Presidente di Remind Paolo Crisafi, che ringrazio sentitamente per l’invito al convegno su “Il Valore della Pace” al quale impegni istituzionali mi impediscono di prendere parte. Allo stesso modo desidero far pervenire i miei distinti saluti ai relatori e ai partecipanti di questo importante appuntamento. Giunge quanto mai opportuna questa riflessione di Remind sulle tematiche della pace in occasione della giornata internazionale della pace. Il nostro impegno continua senza soste per assicurare alla Nazione italiana, nel più vasto contesto europeo e mondiale, una posizione di equilibrio e di mediazione tra tutti i conflitti.

Penso in particolare al continente africano, scosso ancora da conflitti endemici che ne minano alla radice le possibilità di sviluppo, essendo al contrario sempre forieri di povertà. A tal proposito, la cooperazione italiana che ho l’onore di amministrare, lavora alacremente in contesti come il Sahel e il Corno d ‘Africa, nel tentativo di alleviare le sofferenze di quelle popolazioni. Molti contrasti insanguinano ancora varie zone del pianeta e vedono spesso la presenza di nostri contingenti militari e operatori della Cooperazione che portano ovunque un messaggio di speranza. Questa presenza costituisce la risposta concreta del nostro Governo e del Ministero che ho l’onore di rappresentare, insieme al Vicepresidente del Consiglio e Ministro Antonio Tajani, di una pace vera; una pace fondata sulla giustizia e il rispetto tra i popoli, sulla tutela della libertà e dei valori fondanti la civile convivenza, a presidio dei diritti dei popoli e delle fasce più esposte della popolazione,-i quali nei conflitti pagano un ingiusto e avvilente tributo di sacrifici e di sangue che occorre sempre denunciare e stigmatizzare. Occorre dire basta a guerre, violenze e genocidi; occorre proseguire il serio impegno internazionale portato avanti dal Governo a guida del Presidente Giorgia Meloni nei territori più esposti ove l’Italia ha rafforzato la sua azione diplomatica. Ne è un esempio il progetto denominato “Piano Mattei”, che interessa il continente africano e i molti viaggi del Capo dell’Esecutivo in quel continente. Fare dello sforzo di continuo confronto per creare sinergie tra i popoli è condizione imprescindibile per evitare altresì un esodo migratorio verso l’Europa e in particolare l’Italia, esodo spesso in mano s trafficanti senza scrupoli. I risultati del recente G20 in India ne sono un esempio tangibile. Risultati che occorrerà ribadire nel prossimo G7 a presidenza italiana. Con queste idealità e animati dai principi consolidati di unità coi popoli amici della pace e dei valori di universale fratellanza, rinnovo a Remind e al suo presidente Paolo Crisafi, oltre che al Parlamento Europeo e al suo rappresentante in Italia Carlo Corazza, i sensi più autentici della nostra vicinanza e del nostro impegno per la pace tra i popoli.”

 

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