Pnrr. Bankitalia. L’Italia ha ricevuto 66,9 mld (37,9 in prestito). Rischioso rimodulare fondi già assegnati

AgenPress – Finora l’Italia ha ricevuto 66,9 miliardi (37,9 sotto forma di prestiti e il
resto di sovvenzioni), circa il 35 per cento delle risorse messe a disposizione
del nostro paese nell’ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza.
Una volta ricevuto il parere positivo da parte del Consiglio, ad essi si
aggiungeranno 18,5 miliardi relativi alla terza rata.

E’ quanto si legge nella memoria di Bankitalia depositata alle commissioni competenti del Senato.

Sulla base di nostre elaborazioni effettuate sulle informazioni desunte
dall’esito dei bandi e dei decreti per l’attribuzione delle risorse, a fine maggio le
risorse a valere sul PNRR complessivamente assegnate ai soggetti responsabili
dell’attuazione delle misure (sia pubblici sia privati) ammontavano a circa
141,9 miliardi (pari al 74,1 per cento della dotazione complessiva); il 40,7
per cento delle assegnazioni territorializzabili era destinato al Mezzogiorno.

Dall’analisi emerge che le misure del PNRR che mostrano almeno un
profilo di criticità sono 118 (a fronte di quasi 300 totali). Di queste, quelle che
presentano almeno un ostacolo all’attuazione giudicato oggettivo (e quindi
idoneo a motivare una richiesta di modifica sono 57, per un ammontare pari
a oltre 95 miliardi,  circa la metà delle risorse messe a disposizione
attraverso il Dispositivo di ripresa e resilienza.

“In vista di una complessiva revisione del Piano, qualora si intendesse rimodulare parte dei fondi già assegnati, il cambio di destinazione potrebbe innescare un processo amministrativo impegnativo che rischierebbe di rallentare l’implementazione dei progetti interessati”.

Secondo le stime di Bankitalia l’80% delle risorse destinate alle misure con almeno un ostacolo oggettivo all’ attuazione “è già stato assegnato ai soggetti attuatori”. Si tratta di 57 misure per un valore complessivo di 95 miliardi di euro.

L’esigenza di rivedere il Piano viene motivata dal Governo con la necessità
di tenere conto sia del mutato contesto geopolitico, a cui sono connessi alcuni
fattori di ostacolo alla realizzazione delle opere (come ad esempio l’aumento
dei costi), sia delle ulteriori criticità documentate nella Relazione sullo stato
di attuazione del PNRR
Le proposte di modifica, trasmesse al Parlamento lo scorso 27 luglio16, riguardano 144 interventi, su un totale di quasi 300.

Si propone la sostanziale eliminazione di nove misure (per un importo
complessivo di 15,9 miliardi), concentrate nelle missioni 2 “Rivoluzione
verde e transizione ecologica” e 5 “Inclusione e coesione”, la cui attuazione
non è ritenuta compatibile con i tempi e le modalità di rendicontazione del
Piano. Molte delle risorse di questi progetti (13,3 miliardi, secondo nostre
elaborazioni) sono già state assegnate ai soggetti attuatori, in larga parte
enti territoriali (Comuni o Città metropolitane). Il Governo intenderebbe
realizzare ugualmente gli interventi eliminati, finanziandoli con risorse
alternative attualmente non identificate nel dettaglio.

“Nel complesso – le spese sostenute al 28 febbraio 2023 erano pari a circa 25,7 miliardi”. L’impiego delle risorse ha riguardato principalmente il rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus (8,7 miliardi), il credito d’imposta per i beni strumentali legati a Transizione 4.0 (5,4 miliardi), le linee di collegamento ad alta velocità e il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave (complessivamente 3,8 miliardi) e le misure per “la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni” (1,7 miliardi).

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