Tassone: “Non ci sono i Partiti che sono stati alimento della politica e della partecipazione”

AgenPress. Le analisi sulle difficoltà economiche e sulle incertezze politiche mancano di seri approfondimenti. Si rimane in superficie, mancano ricognizioni storiche sul perché di tanti vuoti e incertezze. Un mondo con tante energie, di idee si è dissolto. Un patrimonio di umanità e di libertà è stato dissipato.
Non ci sono le comunità organizzate, le associazioni, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze di categorie, tutte assorbite nel sistema che li garantisce, ma li priva degli strumenti per tutelare i loro rappresentati.
Non ci sono i Partiti che sono stati alimento della politica e della partecipazione. Dopo tanti anni di sospensione della democrazia, iniziata con la riforma elettorale del 1994, si sta andando verso il superamento della Costituzione del 1948.
Le grandi motivazioni ideali e morali, che sono le fondamenta della nostra repubblica sono “eliminate” nel disegno della maggioranza di governo. I sacrifici di un popolo e di tanti militanti che hanno costruito un Paese nella democrazia e nella libertà sono considerati “passato”.
Il “nuovo” a cui si tende è una nuova forma di Stato e di governo. Si entrerebbe ora nella seconda repubblica e non nel 1994, quando si cercò di introdurre surrettiziamente un presidenzialismo finto, attraverso una legge di riforma  elettorale.
L’idea è quella di procedere alla elezione diretta del “premier” con i poteri di nomina e di revoca dei ministri e di sciogliere il Parlamento (si scioglie anche se dà le dimissioni).
I poteri del presidente della repubblica rimarrebbero solo di rappresentanza.
Non più una Repubblica Parlamentare ma un presidenzialismo “monarchico”. Una “democrazia” dei leader, una vaste aree di extraterritorialità dove poteri senza controllo operano e decidono. Siamo all’eversione.
Negli anni con i colleghi avevamo proposto il sistema tedesco del cancellierato con la sfiducia costruttiva. Bisogna prevedere una riforma per i comuni e le regioni.
Se un sindaco e un presidente non va o si dimette, perché sciogliere le assemblee elette che possono trovare al loro interno le soluzioni?
Mai un padrone del Parlamento, ma un Parlamento libero per un Paese libero. Le “riforme” in cantiere non delineano nemmeno un presidenzialismo.
Negli USA il Congresso ha un ruolo fondamentale e la sua vita non dipende dalla volontà del presidente.  Completa il quadro dello smantellamento dello Stato l’autonomia differenziata.  In tutto questo il mondo della cultura tace.
Sono silenti gli intellettuali, i moralisti di professione, i cattedratici: realtà comunitarie sterilizzate.
Non vedo alcuna reazione, un sussulto di amore per il proprio Paese. Ecco perché filoni di pensiero oggi nascosti debbono uscire allo scoperto. I cristiani democratici potranno dare il loro forte contributo senza svendere un giacimento di valori per rispetto di milioni di persone che hanno creduto e combattuto con fede. La “fede” non può essere svenduta per qualche beneficio illusorio. La dignità, la coerenza sono il vero bene che resistono e lasciano il segno.
Mario Tassone
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