Stupri. Floridia (M5s). Lo Stato deve contribuire all’educazione dei cittadini, non pensare alla castrazione chimica

AgenPress – “Altro stupro. Siamo in emergenza educativa. La comunità educante è distratta. Il governo pure. E la politica è ciecamente impegnata ad occuparsi del Pil.
Misuriamo la crescita, ma la crescita sbagliata. Il PIL non misura il grado di felicità o di civiltà di un popolo. Non misura il benessere. Non misura l’educazione.
Se non misuri ciò che conta, fai scelte sbagliate”.
Lo scrive su Facebook la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5s).
“È tempo di cambiare gli indicatori per misurare il benessere del nostro Paese. È tempo di misurare la felicità, la fiducia, la percezione di sicurezza e il grado di educazione e di partecipazione alla vita pubblica della nostra comunità.
Questo deve fare lo Stato. Capire ciò che conta. Occuparsi dei cittadini. Lo Stato deve mettere un argine. Dare un sostegno. Immischiarsi. Esserci. Osservare. Assicurarsi che tutti abbiano gli strumenti economici e culturali, parimenti, per stare bene, quindi comportarsi bene.
Sì lo Stato deve contribuire all’educazione dei cittadini. Con ogni mezzo.
Lo Stato deve educare non pensare alla castrazione chimica.
Lo Stato non aggiunge orrore all’orrore.
Da Presidente della vigilanza farò in modo che lo Stato faccia la sua parte attraverso il servizio pubblico.
Adesso si rinnova il contratto di servizio: la Rai dovrà partecipare al processo educativo dei giovani. Dovrà essere presente sui social, dove per adesso è assente, dovrà proporre contenuti educativi, dovrà, in questa infocrazia che ci governa e in questa bulimica realtà comunicativa, permeare lo spazio digitale che abitano i nostri ragazzi.
Svecchiare i codici comunicativi e proporre contenuti di educazione sentimentale. Educazione al bello. Educazione al buono. Educazione alla partecipazione e alla condivisione. Educazione al rispetto.
La narrazione dovrà fare spazio ai buoni sentimenti, alla potenza del valore dell’altruismo come valore di forza. Basta cercare colpevoli del disagio. Prima erano gli stranieri, poi i percettori di reddito, poi i giovani fancazzisti ( si può dire?)
Il buono, nell’immaginario, dovrà risultare il “potente”.
Il bullo, nell’immaginario, deve diventare un debole. Uno sfigato.
Così come l’altro, il più debole, il più povero, la persona in difficoltà dovrebbe essere la ragione primaria delle scelte politiche.
E per questo governo non è così.
La Rai dovrà ancora di più lavorare per superare la cultura maschilista, sessista e xenofoba per dare spazio al rispetto della donna. Dello straniero, dell’altr*.
Dobbiamo cambiare anche la grammatica. Anche quella è maschilista. E il linguaggio anticipa il cambiamento culturale perché crea nuovi pensieri. E crea nuovi modelli.
La grammatica non è una banalità. La lingua è il primo luogo che abitiamo.
Chiederemo al Ministero dell’Istruzione e del (de) Merito che riprenda e rinforzi l’educazione civica, che tanto abbiamo voluto quando eravamo al governo. Invece che depotenziarla.
Che reintroduca il supporto psicologico nelle scuole, come avevamo fatto in tempo di COVID. Invece che tagliarlo come ha brutalmente scelto di fare.
Se non faremo questo e molto altro, saremo corresponsabili. Saremo branco anche noi.
Un branco di incapaci che violenta i propri cittadini. E il loro futuro”.

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