Assotutela: “Non solo Zaki, salviamo Chico Forti”

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AgenPress. “Mentre in Italia si preparano i festeggiamenti in onore di Patrick Zaki, lo studente egiziano incarcerato per una discutibile condanna e liberato grazie alla mediazione del governo italiano, vogliamo andare col pensiero agli Stati Uniti, e precisamente in un carcere di Florida City, dove un italiano, presumibilmente innocente, è rinchiuso da 23 anni”.

Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Una condanna definitiva, dopo un processo a dir poco lacunoso, che dovrebbe sicuramente essere impugnato.

Enrico Forti, detto Chico, trentino, velista e produttore televisivo, è l’italiano brillante che negli anni ’90 ha fatto fortuna negli Stati Uniti. Poi, il 15 febbraio 1998 l’incantesimo si è rotto ed è iniziato il baratro. Accusato dell’omicidio di Dale Pike, nel 1988, imprenditore con cui stava trattando per l’acquisto di un albergo – chiarisce il presidente – si è sempre proclamato innocente ma il tribunale della Florida, con un processo a dir poco discutibile, lo ha inchiodato come colpevole.

Si tratta di una vicenda alla ‘Sacco e Vanzetti’, un obbrobrio del Duemila, di cui ci siamo occupati più volte, per l’ingiustizia perpetrata nei confronti di un nostro connazionale e ora chiediamo il ritorno in Italia del 64enne. Sacrosanto l’obiettivo che l’esecutivo Meloni si era prefissato, con la liberazione dello studente egiziano ma si pensi, almeno in questo sconcertante caso, agli italiani che marciscono nelle prigioni straniere, spesso senza colpa”.

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