Convegno NCDU, Popolari, Iniziativa Italia, Unione Cristiana e ALEF

AgenPress. Un ottimo dibattito, la necessaria passione, una buona presenza, considerato il periodo, e tanto entusiasmo, sono stati i tratti del Convegno indetto dal NCDU, dai Popolari, Iniziativa Italia, Unione Cristiana e ALEF.

Dopo gli incontri del 17 dicembre del 2022 e del 13 di maggio, quello di ieri è stato l’appuntamento conclusivo di un percorso che ci eravamo dati per invocare l’unità del movimento del popolarismo e dei cristiani democratici.

Se questa convergenza non si raggiungerà il patrimonio culturale di una grande storia continuerà a dissiparsi e i cristiani democratici saranno una presenza di risulta. Divisi saremo irrilevanti utilizzati come ”arredo” nelle corti delle signorie che hanno  “appaltato” il Paese in nome di un populismo che annienta la democrazia.

Ci troviamo, si è detto ieri, difronte uno snodo: recuperare la repubblica parlamentare nel rispetto della Costituzione, o assistere inerti allo strazio dei principi di libertà.

Quando si invoca un premier forte scelto dal corpo elettorale con un Parlamento svuotato c’è un salto verso una “repubblica-monarchica”.  E ancora quando si ipotizza che il premier dovrebbe essere il “sindaco d’Italia” siamo alla dissipazione delle condizioni essenziali dell’ agibilità democratica.

Da tempo ho presentato senza fortuna proposte di legge in merito sulla sfiducia costruttiva per i presidenti delle regioni e dei sindaci (e per i presidenti delle provincie quando si farà la legge che superi quella vergognosa e anticostituzionale Del Rio. Non è possibile tenere in piedi una legge liberticida che fa dei presidenti della regioni e dei sindaci i padroni che tengono in ostaggio le istituzioni.

Perché si dovrebbero sciogliere l’Assemblea o consiglio regionale se i capi delle Amministrazioni di cui stiamo parlando si dimettono per motivi personali? Perché non possono essere sostituiti dagli organi collegiali di cui stiamo parlando, che hanno avuto la legittimità dagli elettori?

Nel Convegno di ieri si è parlato di centro in modo serio.  Ci sono tanti che desiderano andare al centro. Ma c’è tanta strumentalizzazione in molti che considerano un mercato dove possono collocare i loro “prodotti”. Il centro non è una area geometrica ma una area vasta ideale dove vive la politica e l’insieme di valori dove i diritti umani non siano commerciabili. Il centro è un progetto di vita che si raccorda con la cultura umanistica.

Le estreme non sono un momento di equilibrio ma costituiscono nel confronto il livello di crescita democratica così come è avvenuto con la D.C. rispetto agli estremismi della prima fase repubblicana. E oggi che si deve fare? Si è detto ieri. un contro golpe.

Nel 1992/94 alcuni procuratori ispirati da una certa sinista e frange DC liquidarono la politica e i partiti.

Il grande messaggio di ieri è stata la nomina di due giovanissimi Mattia Orioli coordinatore di Segreteria del Movimento e Roberta Ruga coordinatrice, oltre a Tucciarello per l’organizzazione e a Massarella come segretario amministrativo.

È un investimento che rende credibile il nostro sforzo e da’ la linea giusta.  Ognuno di noi faccia un passo indietro e lasciamo che i giovani vivano il loro tempo. Gli interventi di Mattia e Roberta hanno commosso. E se c’è stata commozione l’iniziativa ha avuto pieno successo.

Mario Tassone

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