Radici Future – Legalitria aderisce a Piazze connection, la rete nazionale dei festival antimafia

AgenPress. Presentata oggi al Salone del Libro 2023 “Piazze connection” la rete nazionale dei festival antimafia cui aderisce Radici Future Produzioni – Legalitria. Nello stand T78 del Pad oval, questa mattina i più importanti operatori nazionali nel campo delle rassegne contro le mafie e dei progetti lettura all’interno delle scuole, hanno presentato l’iniziativa sottolineando come oggi sia più che mai importante un dialogo e un’azione comune tra movimento antimafia, amministrazioni territoriali, scuole, forze culturali e intellettuali.

Durante la presentazione del progetto sono intervenuti: Giovanna Barni, Nuccio Iovene, Leonardo Palmisano, Carmelo Rollo, Danilo Chirico, Giulia Di Girolamo, Paolo Lattanzio, Nicola Leoni e Giusi Toto come rappresentanti delle associazioni fondatrici: Culturmedia Legacoop,Legacoop Nazionale, Legacoop Puglia, Radici Future Produzioni-Legalitria, Associazione daSud, Fondazione Trame, Edizioni Caracó, Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, l’Università di Foggia.

Vincere le mafie si può e si deve partendo dalla formazione delle nuove generazioni e agendo in primis sul piano culturale; questo vuol dire ripensare oggi a parole e azioni adattandole alla società contemporanea. Il rischio altrimenti è che la lotta alla mafia sia percepita dalle persone come qualcosa di obsoleto, più legato alla storia che al presente e che suscita quindi una condivisione superficiale e poco efficace.

“La cooperazione è centrale nell’attivare percorsi contro le mafie, perché pratica lo stare insieme come sostanza della legalità” ha evidenziato Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia al termine dell’incontro.

“Piazze connection – ha sottolineato Leonardo Palmisano, presidente di Radici Future Produzioni – parte dunque dalla consapevolezza che l’antimafia ha bisogno di rigenerarsi, adattandosi alla società attuale e alle nuove dinamiche di potere, ripensando il rapporto con le istituzioni e partendo dal presupposto che come la società anche la mafia si evolve e pur presentandosi meno sanguinaria di un tempo dimostra oggi una accresciuta capacità di infiltrarsi nella politica, nell’economia e nel tessuto produttivo del Paese arrivando a costruire un vero e proprio metodo di organizzazione economica e sociale”.

A questo ci si oppone ribadendo l’importanza dei principi di legalità come cardine della società e per farlo occorre una reale connessione con la vita vera delle persone intervenendo sulle politiche di sistema, sul welfare, sul mercato del lavoro e sugli appalti.

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