Emanuela Orlandi. Natalina replica alle rivelazioni di TgLa7. “Con mio zio nulla, solo piccole avances”

AgenPress – “Non esiste stupro, è un fatto che risale al 1978, mio zio mi fece solo semplici avances verbali, un regalino, poi quando ha visto che non c’era nessuna possibilità è finito tutto lì. Non c’è stato altro. Al momento fui scossa. Non dissi nulla a mio padre, solo al mio fidanzato Andrea poi diventato mio marito. E ne parlai in confessione col nostro padre spirituale. E ora questa cosa insignificante è stata venduta come chissà quale scoop. Questo fu il rapporto con mio zio. E infatti le nostre famiglie sono unite. Io questa cosa la tenni per me. Poi nell’83 mi hanno chiamato e subii un interrogatorio. Erano cose che sapevano tutti, magistrati inquirenti e investigatori. È finita lì e non portò a nulla”,

Lo ha raccontato Natalina Orlandi, sorella di Emanuela Orlandi in conferenza stampa. “Dopo le avances verbali che mi fece, mio zio è tornato sui suoi passi ed è finita lì. Noi escludiamo che nostro zio abbia fatto avances anche a Emanuela.  Nel 2017 vengo contattata da Becciu. Mi dice che mio fratello insisteva per avere documentazione ma che aveva dei documenti del 1978 che mi riguardavano. Mi è sembrata forma ricattatoria. Ho detto che io non avevo problemi”.

La famiglia Orlandi  insieme all’avvocato Laura Sgrò, ha voluto così rispondere alle ultime rivelazioni diffuse ieri sera con un servizio del Tg La7 che ha fatto emergere uno scambio epistolare di 40 anni fa tra esponenti vaticani in cui si cita lo zio della giovane e le presunte molestie che avrebbe fatto proprio alla sorella maggiore di Emanuela.

“Quello che è successo ieri meritava un approfondimento. Siamo stati travolti da questa notizia, ieri si è fatta macelleria della vita delle persone. Dal tg de La7 abbiamo appreso che è tornata in auge una pista, vengono raccontati fatti molto privati, la vita di Natalina Orlandi è stata messa in piazza e macellata. Ho ritenuto che fosse Natalina a raccontare quello che è successo, ieri le vicende personali della famiglia Orlandi sono state macelleria”, ha detto l’avvocato Sgrò, legale della famiglia.

Al centro delle polemiche, in sostanza, il nome dello zio di Emanuela, Mario Meneguzzi, deceduto da tempo e marito di Lucia Orlandi, zia paterna della ragazza scomparsa. Le indiscrezioni sono trapelate da un carteggio dell’epoca fra il cardinale Agostino Casaroli (allora segretario di Stato del Vaticano) con l’ex padre spirituale e confessore degli Orlandi; carteggio presente tra i documenti trasmessi dai magistrati della Santa Sede alla procura di Roma.

Il padre spirituale in questione sarebbe stato a conoscenza che Meneguzzi molestava la sorella maggiore di Emanuela, Natalina. Sempre all’epoca, quest’ultima avrebbe confidato di aver paura: le era stato intimato di tacere oppure avrebbe perso il lavoro alla Camera dei Deputati, dove Meneguzzi – che gestiva il bar – l’aveva fatta assumere qualche tempo prima.

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