Già dal mese di novembre 2022 Daniela Santanché indagata per bancarotta e falso in bilancio su Visibilia, il gruppo da lei fondato

AgenPress– Daniela Santanché nel corso del suo intervento al Senato aveva assicurato di “non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia. Contro di me una campagna d’odio”. Nel mentre però non è più secretata l’iscrizione nel registro degli indagati alla Procura a Milano di Santanchè, nei cui confronti è aperta un’indagine per bancarotta e falso in bilancio su Visibilia, gruppo che ha fondato e di cui è rimasta come socia di maggioranza e amministratrice fino al 2022.

Già nel novembre 2022, secondo quanto ricostruito dal Corriere,  Santanchè era indagata per falso in bilancio nelle comunicazioni 2016-2020 di Visibilia Editore spa. Tra gli atti della richiesta della Procura al Tribunale Fallimentare in cui si chiedeva di mettere in liquidazione quattro società indebitate del gruppo Visibilia, c’era una annotazione, risalente a settembre, del Gruppo Tutela Mercati della Guardia di Finanza di Milano in cui si parlava della “la sussistenza del reato di false comunicazioni sociali”.

Santanchè provò a smentire la notizia tirando in ballo la certificazione di routine della Procura all’istanza dei suoi legali contemplata dall’articolo 335 del codice di procedura. Secondo il Corriere si trattava di “un possibile caso di ricorso dei pm al 3 bis di quell’art.335, cioè alla facoltà in caso di indagini complesse di ritardare (per un massimo di 3 mesi) la comunicazione dell’iscrizione”.

Il quotidiano, infatti, dopo aver sentito le parole nell’informativo al Senato, ha svelato che il ministro “fa finta di non sapere” e di accusare la stampa per fatti che, invece, conoscerebbe abbastanza bene.

Ma alla base della “mancata comunicazione” dell’avviso di garanzia al ministro ci sarebbe un ostacolo procedurale del quale la stessa Santanchè sarebbe ben informata.

E intanto dall’ufficio stampa del ministro Santanchè è arrivata una nota in risposta a quanto circola in rete. Si legge infatti che il ministro “apprende da comunicati che risulterebbe iscritta nel registro degli indagati”.

Dai comunicati risulterebbe che l’informazione sarebbe stata resa disponibile ai mezzi di informazione “a seguito della de-secretazione del relativo fascicolo, de-secretazione avvenuta trascorso il periodo di legge di tre mesi dall’inizio delle indagini”. In altre parole “la de-secretazione sarebbe stata disposta intorno al mese di gennaio/febbraio 2023, mentre la stessa notizia – mai ricevuta dall’interessata – sarebbe stata fornita ai mezzi di informazione, in concomitanza proprio con l’audizione resa in Senato dal Ministro”.

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