Non è l’Arena. Ingroia: “La chiusura della trasmissione non è un buon segnale per il giornalismo italiano”

AgenPress. L’avvocato Antonio Ingroia è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotto da Gianluca Fabi e Roberta Feliziani su Radio Cusano Campus.

“Io ieri avrei dovuto essere ospite di Non è l’Arena per parlare ancora una volta di Matteo Messina Denaro, la sua latitanza, le sue coperture, delle questioni misteriose legate al suo arresto.

Noto il silenzio un po’ imbarazzato di Cairo che non ha ancora voluto rivelare le ragioni di questa chiusura improvvisa, brutale, senza preavviso.

Fino a giovedì, nessuno sapeva nulla, tanto che io ero in contatto con la redazione di Non è l’arena per approfondire i contenuti della trasmissione. Che tutto questo sia avvenuto solo per delle voci di presunte trattative di Giletti per andare alla Rai ci credo poco, sarebbe una cosa senza precedenti. Io penso che possa essere dovuta a più fattori questa decisione. Ho letto un’intervista di un altro giornalista che dice di avere chiacchierato con Cairo e che quest’ultimo qualche mal di pancia ce l’aveva per i contenuti di cui si era occupato Giletti, soprattutto per la vicenda di Baiardo.

Il tema è che purtroppo l’informazione d’inchiesta in Italia è quasi sparita, senza voler offendere nessuno, di programmi tv di maggiore audience che fanno inchiesta, a parte Report, è rimasto soltanto Giletti. La chiusura della sua trasmissione non è un buon segnale per il giornalismo italiano”.

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