Cala la popolazione italiana e aumentano gli stranieri

AgenPress. La popolazione risulta in aumento solo in Trentino-Alto Adige (+1,6‰), in Lombardia (+0,8‰) e in Emilia-Romagna (+0,4‰). Le regioni, invece, in cui si è persa più popolazione sono la Basilicata, il Molise, la Sardegna e la Calabria, tutte con tassi di decrescita più bassi del -7‰.
Secondo gli ultimi Istat sugli indicatori demografici 2022 si rileva ancora un calo della popolazione e un aumento degli stranieri.
La natalità è al minimo storico e la mortalità ancora elevata: meno di 7 neonati e più di 12 decessi per 1.000 abitanti. Mentre i movimenti migratori interni in crescita: i trasferimenti di residenza tra comuni sono 1 milione 484mila, +4% rispetto al 2021, +10% rispetto al 2020.
Sono 1,24 – Il numero medio di figli per donna; 82,6 anni – La speranza di vita alla nascita; 22.000 – Gli ultracentenari al 1° gennaio 2023.
Gli stranieri al 1° gennaio 2023 è di 5 milioni e 50mila unità, in aumento di 20mila individui (+3,9‰) sull’anno precedente.
La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2023 è di 58 milioni e 851mila unità, 179mila in meno sull’anno precedente, per una riduzione pari al 3‰.
Il maggior calo demografico interessa il Mezzogiorno (-6,3‰). Il Centro (-2,6‰) e soprattutto il Nord (-0,9‰), pur presentando un saldo demografico negativo, hanno valori migliori della media nazionale.
Sul piano regionale,
Sulla mobilità interna nel 2022 si rileva un aumento del volume complessivo dei movimenti del 4%, con 1 milione 484mila trasferimenti di residenza registrati tra Comuni contro 1 milione 423mila dell’anno precedente.
L’incidenza degli stranieri residenti sulla popolazione totale è dell’8,6%, in leggero aumento rispetto al 2022 (8,5%). Quasi il 60% degli stranieri, pari  a 2 milioni 989mila unità, risiede al Nord, per un’incidenza dell’11%, la più alta del Paese.
Al Centro  risiede un milione 238mila individui (25% del totale) con un’incidenza del 10,6%, al di sopra della media nazionale.
Il Mezzogiorno ha invece meno presenza straniera, 824mila unità (16%), per un’incidenza del 4,2%.
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