Il campionato altalenante dell’Inter di Inzaghi

I nerazzurri quest’anno non riescono a trovare la continuità


AgenPress. Non c’è nulla da fare: l’Inter di Inzaghi quest’anno più che una squadra di calcio assomiglia a un ottovolante. Il suo continuo saliscendi a livello di risultati ottenuti ne è la prova. A ogni sua vittoria corrisponde successivamente o un pareggio o, peggio, una sconfitta. Dopo il trionfo, bello e convincente, ai danni del Napoli di inizio 2023, tifosi ed esperti erano certi che i nerazzurri avessero finalmente trovato la quadra; troppo intenso il furore agonistico e la determinazione messi in campo il 4 gennaio per pensare diversamente. E invece ecco il rocambolesco pareggio con il Monza per 2 a 2 che, al di là delle polemiche per come è maturato, ha rappresentato l’ennesimo passo falso di una squadra che sinora ha vinto 16 partite su 27 perdendone 9 e pareggiandone 2. Non superare i brianzoli avrebbe potuto impattare sulla classifica dei nerazzurri, e così non è stato, né in quell’occasione né dopo la sconfitta contro l’Empoli. E dire che l’Inter veniva dal trionfo in Supercoppa italiana per 3 a 0 ai danni del Milan.

Se anche le avversarie danno una mano…

Quest’Inter così altalenante deve ringraziare le avversarie dirette che con lei lottano per un posto Champions. Se non fosse per i loro stop forse a questo punto non si ritroverebbe al terzo posto a 2 punti dalla Lazio. A parte il Napoli che appare inarrestabile, le inseguitrici, Atalanta compresa, non riescono in alcun modo a essere costanti, visto che alternano buoni risultati ad altri pessimi. Il Biscione, in particolare, nonostante la fortunosa qualificazione ai quarti di finale dell’ex Coppa dei Campioni, è riuscito a rovinare tale iniezione di fiducia perdendo contro la Juventus. Un saliscendi simile era capitato anche dopo il 2 a 0 in casa con il Lecce a cui era seguito il 2 a 1 in trasferta con lo Spezia. Secondo le principali analisi scommesse Serie A questo strano trend è destinato a proseguire, perché i cali di tensione dell’Inter di Inzaghi saranno una costante fino a fine stagione. L’attuale allenatore sembra non essere più in grado di gestire lo spogliatoio, che non è più convinto dei propri mezzi. Non solo: alcune sue scelte, tra cui non puntare quasi mai su Asllani, nemmeno ora che Brozović non è più in condizione di verticalizzare, non stanno pagando. Poi c’è anche il fattore sfortuna: Lukaku fuori per gran parte della stagione e Škriniar ai box sono due pessime notizie. E dopo la sosta delle Nazionali a San Siro arriva la Fiorentina, che è partita male in campionato e che ora si è ritrovata grazie anche ai bei risultati ottenuti in Conference League. Attenzione, dunque, a non perdere ancora una volta punti preziosi.

Che partita sarà quella contro la Fiorentina?

La sfida contro la Fiorentina di inizio aprile sarà complicata per l’Inter. Aver riposato per più giorni dopo la sconfitta con la Juventus non aiuterà. Questo perché mentalmente ci sarebbe voluta una vittoria scaccia crisi prima di rifiatare. Per fortuna l’Inter giocherà in casa, luogo dove si sente relativamente a suo agio grazie alle 11 vittorie ottenute. Lì la manovra risulta più fluida – forse anche per l’apporto della tifoseria che non manca mai di riempire lo stadio – e c’è più attenzione durante la fase di non possesso palla. Tutto questo potrebbe bastare per fare bene, a patto che il velocissimo Ikoné venga contenuto dal trio difensivo nerazzurro. L’attaccante francese all’andata è stato la cosiddetta spina nel fianco della squadra allenata da Inzaghi, dunque bisognerà giocare d’anticipo ed eventualmente raddoppiarlo. Attenzione anche al devastante Dodô che sulla fascia è imprendibile. Se Lautaro davanti riuscirà a incidere, e con lui lo spento Džeko, la paura di non far bene che si vedrà nei primi minuti di gara verrà presto abbandonata. E se Çalhanoğlu dovesse operare da vice Brozović, forse l’ottovolante nerazzurro ricomincerà la sua corsa, stavolta verso i 3 punti.

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