Londra fornirà a Kiev bombe con uranio impoverito. Dura reazione di Mosca. La guerra nucleare è a pochi passi

AgenPress – Le armi perforanti contenenti uranio impoverito – bombe o granate per tank che siano – restano in dotazione a diversi Paesi del mondo, malgrado le polemiche sulla legalità del loro utilizzo in scenari di guerra passati: come ad esempio nella ex Jugoslavia o in Iraq da parte delle forze Usa e alleate. Il Regno Unito, stando ad un recente rapporto pubblicato sul sito di un’organizzazione non governativa che si batte per il loro divieto definitivo (l’International Coalition to Ban Uranium Weapons, o Icbuw), ne ha almeno di due tipi nei propri arsenali attuali: ed ha ripetutamente rivendicato per bocca dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, il diritto a possederli e a farvi ricorso.

La Gran Bretagna ne ha evidenziato l’efficacia ed insistito in più contesti nel minimizzarne l’impatto radioattivo come “trascurabile”. Londra ha in dotazione i proiettili denominati Charm 1 e Charm 3 che possono essere usati come munizioni per i cannoni da 120 millimetri montati su alcuni carri armati dell’esercito di Sua Maestà.

“Provocherà una tragedia globale che colpirà principalmente l’Europa” è il pensiero espresso dal presidente della Duma di Stato russa, Vyacheslav Volodin, sul suo canale Telegram. Volodin ha ricordato che Washington “ha usato proiettili simili in Jugoslavia e Iraq, che hanno portato alla contaminazione dell’area, nonché a un forte aumento del cancro tra le persone”.

La Russia ha accusato la Gran Bretagna di voler scatenare un “genocidio” fornendo all’Ucraina proiettili con uranio impoverito. “L’uso di munizioni con uranio impoverito è una manifestazione di genocidio della popolazione contro la quale sono usate e delle persone che le usano”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un’intervista alla ‘Sputnik’.

Con la scelta di Londra, “la guerra nucleare è a pochi passi”, dice il ministro della Difesa russo Shoigu, e per il Regno Unito – così il ministro degli esteri Lavrov – “finirà male”. Nessuna reazione – ancora – dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.

Il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly, ha replicato alle accuse assicurando che la fornitura di proiettili con uranio impoverito all’Ucraina non rappresenta un’escalation nucleare. “Non c’è un’escalation nucleare. L’unico Paese al mondo che parla di questioni nucleari è la Russia”, ha dichiarato Cleverly, citato da Sky News. “Non c’è alcuna minaccia per la Russia, si tratta semplicemente di aiutare l’Ucraina a difendersi”, ha aggiunto.

La baronessa Annabel Goldie, vice ministra della Difesa nel governo Tory di Rishi Sunak ha rivendicato la fornitura di munizioni all’uranio, in riferimento alle ultime forniture belliche britanniche messe a disposizione di Kiev: “Assieme a uno squadrone di carri armati pesanti da combattimento Challenger 2 – così la vice ministra della Difesa – manderemo anche le relative munizioni: inclusi proiettili perforanti che contengono uranio impoverito: sono altamente efficaci per neutralizzare tank e blindati moderni” russi.

 

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