La Città di Avellino ricorda Gerardo Bianco

L’evento si svolgerà giovedì 23 Marzo alle ore 17 ad Avellino
nella sala convegni del Conservatorio “Domenico Cimarosa” via Circumvallazione 156

AgenPress. A pochi mesi dalla scomparsa, avvenuta lo scorso 1 dicembre, Il Corriere dell’Irpinia con la fondazione Fiorentino Sullo, il Centro di Ricerca Guido Dorso e il patrocinio del Comune di Avellino e della provincia di Avellino ricorderanno l’on. prof. Gerardo Bianco.
I lavori saranno moderati dal giornalista Rai Luciano Ghelfi. Interverranno Pier Ferdinando Casini, Pier Luigi Castagnetti, Giuseppe Conte, Matteo Piantedosi, Luciano Violante, Ortensio Zecchino.
Gerardo Bianco è stato deputato per nove legislature dal 1968 al 2006, ha ricoperto diversi ruoli parlamentari, tra cui quello di capogruppo della Dc. E’ stato anche segretario del partito popolare italiano e presidente dell’Associazione ex parlamentari.

Originario di Guardia Lombardi, in provincia di Avellino. Laureato in lettere classiche, è stato docente universitario di letteratura e storia della lingua latina all’Università di Parma. Ritenuto uno dei più esperti e attenti meridionalisti, era presidente dell’Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno (antica associazione fondata nel 1910 che ha avuto tra i suoi esponenti, tra gli altri, anche Benedetto Croce).

Alcune dichiarazioni di figure istituzionali e amici dopo la sua scomparsa.

“Gerardo Bianco leale servitore delle istituzioni, politico appassionato, ricco di cultura e umanità”. Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica)

“Con la morte di Gerardo Bianco scompare una figura di altissima levatura politica e culturale, un fine intellettuale che ha saputo efficacemente coniugare un’appassionata attività di studioso con un intenso impegno nelle istituzioni e nella politica”. Luciano Fontana (Presidente della Camera dei Deputati).

Maestro impareggiabile, il migliore dei democristiani” Gianfranco Rotondi (deputato Fratelli d’Italia)

“Gerardo Bianco era un uomo libero, colto, coraggioso, buono. Senza di lui non sarebbe nato l’Ulivo e soffriva che questo non gli fosse pienamente riconosciuto. Era antico e moderno insieme, custode della nobiltà della politica ma capace di capire il nuovo. Uno dei Grandi della Democrazia Cristiana. Per me un amico e un maestro”Dario Franceschini (Senatore ed ex ministro della Cultura).

“Gerardo Bianco ha silenziosamente creato “un’autorevole classe dirigente” in Italia, dotandola di etica e cultura. Ha sempre lavorato alacremente per far germogliare le migliori intelligenze politiche nella gloriosa Democrazia Cristiana, dove si è espresso sempre da autentico Maestro, con impareggiabile stile ed autentica vocazione”Franco De Luca (ex parlamentare).

Di Gerardo Bianco «mi ha sempre affascinato la capacità oratoria, l’interpretazione dei cambiamenti nel mondo, l’attaccamento alla sua terra, l’Irpinia, che non gli ha mai fatto mancare affetto e ammirazione“. Michele Gubitosa (vicepresidente del Movimento 5 stelle).

Gerardo Bianco era capace di far prevalere l’ascolto sulla parola. È stata un personalità capace di tenere insieme polarità diverse e portarle sempre verso una sintesi più avanzata, ed è riuscito a a far sì che queste sintesi non fossero mai profezia solitaria ma sempre disegno collettivo“. Enrico Letta (deputato ed ex segretario del PD.

Presenti all’ultimo saluto, fra gli altri, l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, l’ex segretario dell’Udc Marco Follini, molti ex esponenti della Dc irpina, come Peppino Gargani, Ortensio Zecchino e il deputato Gianfranco Rotondi; l’ex ministro Enzo Scotti; tanti ex parlamentari fra cui l’inseparabile Maurizio Eufemi, Beppe Fioroni, Lucio D’Ubaldo, Gigi Gilli, Franco De Luca, Renzo Lusetti, Nicodemo Oliverio (al suo fianco da amministratore alla direzione de quotidiano Il Popolo); il giudice costituzionale Giulio Prosperetti: giornalisti legati alla storia della Dc come Peppe Sangiorgi e Pio Cerocchi; l’ex presidente della Commissione Difesa della Camera Francesco Saverio Garofani (oggi consigliere di Mattarella al Consiglio supremo di Difesa); il segretario generale dell’Aci Gerardo Capozza e Giampaolo D’Andrea.

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