Tassone: “Il 16 marzo del 1978 veniva sequestrato Aldo Moro e trucidata la sua scorta”

AgenPress. Il 16 marzo del 1978 veniva  sequestrato Aldo Moro e trucidata la sua scorta. Il pensiero ritorna a quella tragica giornata, alle cinque vite di servitori dello Stato recise e all’inizio dei cinquantacinque giorni dell’agonia dello Statista, uomo buono e giusto.

Il 16 marzo e il 9 maggio, quando fu ritrovato il cadavere di Moro, sono giorni che hanno sospeso il cammino del Paese lungo il percorso di allargamento della base democratica e di difesa della libertà. Allora ci fu la sensazione che tutto precipitasse e chi era in quel momento in Parlamento avvertiva un senso di soffocamento.

I nemici della civiltà, della democrazia sembravano essere i nuovi facitori dei destini della comunità nazionale. Il Paese si trovò impreparato colpevolmente, perché erano stati già consumati degli omicidi dalle Brigate rosse.

L’agonia di Moro coincideva con quella di un Paese sbandato e svuotato. Ma il Paese seppe riprendersi. Trovò le ragioni per reagire ad un attacco, il più dissacrante, alle istituzioni repubblicane. La politica e i partiti pur in difficoltà c’erano ancora. Vi era una nazione che ritrovò la compattezza per abbattere le forze del male.

Restano tante ombre. Non tutto è stato chiarito. La scelta della fermezza, della non trattativa e della rassegnazione sono aspetti carichi di nebbie. Le commissioni di inchiesta non hanno diradato le tante ombre.  Ci fu la scelta della fermezza allora che oggi è dissonante con gli assassini di Moro e della scorta, che liberi lasciano interviste, fanno relazioni, circondati da diffuse considerazioni.

La fermezza di allora per non riconoscere il ruolo politico delle brigate rosse, è smentita oggi e  viene riconosciuto un ruolo postumo, ai criminali di una stagione di sangue.

Il Paese allora si ritrovò perché le radici della politica non furono estirpate. Oggi rispetto a ieri il Paese è più indifeso. Non ci sono le correnti di pensiero. Una Italia distratta, sfiduciata  che si affida a signorie; dominio del populismo e sconfitta della ragione.

Il ricordo del 16 marzo deve farci ritrovare l’amore per la libertà.

Mario Tassone

Advertising

Potrebbe Interessarti

Ultime Notizie