Taiwan teme possibili incursioni cinesi nelle zone vicine all’isola. Xi Jinping si oppone alla sua indipendenza

L’esercito cinese, ha sottolineato, potrebbe fare un “ingresso improvviso” nella zona contigua di Taiwan e avvicinarsi al suo spazio territoriale, che l’isola definisce come 12 miglia nautiche dalle sue coste.

Il primo ministro cinese Li Keqiang nell’intervento di apertura ha fatto riferimento all’intensificazione dei tentativi esterni “di sopprimere e contenere la Cina, in una congiuntura in cui aumentano le incertezze del contesto esterno, l’inflazione globale rimane elevata e la crescita economica e commerciale globale sta perdendo slancio”.

Rientrato “il caos” a Hong Kong, il dossier al centro delle preoccupazioni del Pcc, nonché linea rossa delle relazioni con gli Stati Uniti, è Taiwan. La Cina deve attuare la politica del Partito comunista “sulla risoluzione della questione, aderendo al principio della ‘Unica Cina’ e al Consenso del 1992”, ha aggiunto Li davanti ai circa 3.000 delegati e ai vertici di partito e istituzioni, a partire dal presidente Xi Jinping.

Il Paese “adotterà misure risolute per opporsi all’indipendenza di Taiwan e per promuovere la riunificazione”, rilanciando però “lo sviluppo pacifico delle relazioni nello Stretto di Taiwan” e “il processo di riunificazione pacifica”, ha detto Xi.

Immediata la risposta di Taipei: “Invitiamo ancora la Cina ad affrontare il fatto che le due sponde dello Stretto di Taiwan non sono affiliate l’una all’altra e a rispettare l’adesione del popolo di Taiwan a libertà e democrazia”, ha replicato in una nota il Mainland Affairs Council, che si occupa dei rapporti con Pechino.

Per il 2023, la leadership comunista ha varato un budget della spesa militare in aumento del 7,2% (il più alto degli ultimi quattro anni) contro il 7,1% del 2022, pari a 1.560 miliardi (circa 230 miliardi di dollari) contro 1.450 miliardi di yuan.

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