Premio Inge Feltrinelli. Raccontare il mondo, difendere i diritti

Mercoledì 8 marzo in Fondazione Feltrinelli la cerimonia di premiazione tra le tre cinquine finaliste

Voci femminili e sguardi inediti al centro di un riconoscimento che scommette sulla cultura come veicolo di partecipazione civile e lotta alle disuguaglianze


AgenPress. Con la cerimonia di premiazione di mercoledì 8 marzo in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli si conclude la prima edizione del “Premio Inge Feltrinelli. Raccontare il mondo, difendere i diritti”, che ha coinvolto donne e nuove generazioni per sostenere la cultura e la parola come veicolo di promozione e difesa dei diritti.

A questa chiamata di partecipazione civile hanno risposto 60 scrittrici – le cui voci sono state pubblicate da 45 case editrici indipendenti – 20 giornaliste e 25 scuole secondarie di secondo grado, che hanno portato alla luce, con la potenza di parole e immagini, alcuni dei diritti più urgenti della contemporaneità.

Dai diversi angoli del mondo, libri e inchieste hanno messo in luce storie femminili inedite, che hanno attraversato la Liberia nella guerra civile, il confine tra Polonia e Bielorussia dove si sogna l’Europa, Kabul e la paura di vivere sotto il giogo dei talebani, il Qatar dei Mondiali di calcio dove si muore per costruire stadi, il caro prezzo del lavoro in una valle del Maine, i distretti a luci rosse della liberalissima Olanda, il Perù delle comunità matriarcali indigene, il Kenya e il mercato della maternità surrogata.

Lenti inedite con cui guardare ai diritti di cui discutiamo ogni giorno sono emerse dalle sceneggiature proposte dai giovani e dalle giovani delle scuole italiane: la (ri)costruzione della quotidianità di donne rifugiate, il tema del diritto allo studio; Il benessere fisico e la tendenza ad essere sé stessi anche nel corpo. 25 progetti, sviluppati da scuole di secondo grado di ogni genere e di tutta Italia: da Bari e Taranto, a Milano e Brescia, passando per Ancona e Napoli.

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