Guido Carli. Presidente Fondazione Liuzzo: sua lezione sempre attuale

AgenPress. “Abbiamo scelto non a caso la data di oggi per avviare le commemorazioni che culmineranno il 5 maggio nella solenne cornice del Teatro dell’Opera: il 6 marzo infatti è la Giornata europea dei Giusti. Una Giornata dedicata alla memoria del bene. E di bene, all’Italia e all’Europa, Guido Carli ne ha fatto moltissimo”.

Lo ha detto la presidente della Fondazione Guido Carli” Romana Liuzzo introducendo la doppia lectio magistralis della presidente di Borsa Italiana Claudia Parzani, “Elogio dell’insuccesso”, e del direttore d’orchestra Beatrice Venezi, “Cantare fuori dal coro”.

“Sognava un’Italia prospera in un’Europa fatta di crescita, occupazione e solidarietà tra gli uomini – ha detto ancora Romana Liuzzo – Un Paese capace di liberarsi dai lacci e lacciuoli per fare spazio ai giovani e al merito. Non erano soltanto parole. Guido Carli si adoperò per il benessere della comunità in ogni ruolo che rivestì”.

A portare il suo saluto il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “Nel suo ruolo di governatore Carli si pose sin dall’inizio il compito di semplificare il groviglio governativo che caratterizzava il nostro sistema bancario e finanziario. Incoraggiò la nascita di nuovi operatori, tra cui le società di gestione del risparmio. Operò con il fine ultimo, reso assai complesso da raggiungere per la forte presa allora della politica su tutti i meccanismi dell’economia, di far nascere un vero mercato monetario e finanziario”.

A ricordare la modernità della sua lezione anche l’ambasciatore Giampiero Massolo per cui la Fondazione nasce con “l’Idea di riproporre costantemente l’attualità di Carli ma sempre cambiando la modalità”, Carli era un innovatore ma “per innovare bisogna prima conoscere, una dote del leader è l’avvedutezza”.

Le conclusioni sono state affidate a Gianni Letta, presidente onorario della Fondazione, per il quale non si poteva trovare formula migliore “per ricordare Guido Carli, che tanto ha dato all’Italia, e per avviare nel modo più appropriato e più felice le celebrazioni dell’anno del trentennale della morte. Trenta anni sono tanti eppure la sua voce è ancora ascoltata, la sua lezione è ancora tremendamente attuale. I fatti gli hanno dato ragione. Quello che lui aveva visto e intuito allora, e per il quale tanto si era battuto in Italia e in Europa, si sono rivelate intuizioni profetiche, confermate dai fatti. Ecco perché il suo insegnamento è valido ancora oggi”.

E poi le donne, protagoniste delle due lectio magistralis. Per Claudia Parzani, autrice di una lezione sul valore dell’insuccesso, “ammettere i nostri insuccessi, i mancati successi della società vuol dire fare un patto del fare, del cambiare lo status quo”. Perché l’unico senso della parola potere è “potere di fare. Come lo facciamo? Insieme, con la cooperazione tra pubblico e privato, tra profit e no profit. Tutti insieme con grande senso di responsabilità e generosità. Credo sia profondamente il tempo di cambiare le cose”.

La seconda lectio è stata affidata a Beatrice Venezi che si è intrattenuta sul ruolo della donna. “Ritengo che le quote rosa producano effetti negativi in relazione al merito effettivo. Del resto se si riuscisse a imporre la meritocrazia non ci sarebbero più discriminazioni perché la struttura e la distribuzione dei talenti nella popolazione femminile è uguale a quella della popolazione maschile. Quando le donne competono in condizioni di parità anche in settori sensibili esse sono vincenti, al pari dei colleghi maschi”.

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