Argentina. Dopo 46 anni si torna ad indagare sulla morte del Vescovo Carlos Ponce de Leon

AgenPress. La Corte Federale d’Appello di Rosario ha annullato la sentenza del 1978 che classificò come incidente stradale la morte di Monsignor Carlos Horacio Ponce de León, Vescovo di San Nicolas.

Con tale atto si rende possibile la riapertura delle indagini su questo presunto attentato. Secondo informazioni raccolte la Corte Federale d’Appello ha così motivato la sentenza: “è stato dimostrato che Ponce de León era oggetto di operazioni di intelligence, sorveglianza e minacce da parte degli organi repressivi della dittatura civile-militare che governava il Paese”.

L’11 luglio 1977, mentre percorreva la Strada nazionale 9, nella giurisdizione della città di Ramallo, dirigendosi verso Buenos Aires per fare visita ad un seminarista, il veicolo del Vescovo venne investito da un camion. I recenti accertamenti degli esperti hanno stabilito che il camion che causò la morte del Vescovo era fermo, inoltre sul corpo del Vescovo non sono state riscontrate le fratture descritte nell’autopsia del 1977, compatibili con l’incidente.

Carlos Horacio Ponce de León era nato a Buenos Aires il 17 marzo 1914. Venne ordinato sacerdote il 17 dicembre 1938 e Vescovo il 18 giugno 1966. Dopo essere stato Vescovo ausiliare di Salta, per 11 anni guidò la diocesi di San Nicolas, fino alla sua morte accidentale, l’11 luglio 1977. Fu uno dei Vescovi maggiormente impegnati a denunciare abusi, crimini e violazioni dei diritti umani commessi dal regime dittatoriale, tra cui la morte del Vescovo Enrique Angelelli, recentemente beatificato.

Mons. Enrique Angelelli (1923-1976), Vescovo della diocesi di La Rioja, è stato uno dei più noti Vescovi dell’Argentina che non nascose la sua contrarietà alla dittatura. Morì in un incidente d’auto simulato, il 4 agosto 1976. Dopo 38 anni, il 4 luglio 2014, due alti ufficiali sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio del Vescovo. Per decenni le autorità avevano sostenuto che la sua morte fosse stata accidentale. Nel 2015 era stata aperta la fase diocesana della causa di beatificazione, che ha portato al riconoscimento del suo martirio e alla beatificazione, il 27 aprile 2019.

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