Ucraina. Meloni, non può esserci la pace se non è coinvolto e d’accordo l’aggredito

AgenPress – “Noi siamo al sesto pacchetto di armamenti e di sostegno nel quale ci sono molte cose utili che ci erano state chieste dagli ucraini, ma ci siamo concentrati soprattutto sul tema della difesa antiaerea, nel tentativo anche di difendere le strutture strategiche, così come ci siamo concentrati sugli strumenti per lo sminamento, altra cosa che alla fine rischia di impattare soprattutto sulle persone inermi, sugli innocenti. Sulle munizioni abbiamo fatto già qualcosa”.

Così la premier Giorgia Meloni, in un’intervista trasmessa dal Tg4, registrata ieri durante la sua visita a Kiev. “Chiaramente, quello che possiamo fare faremo ma  va fatto in accordo con la comunità internazionale perché in questo quadro ci siamo un po’ divisi i compiti: non si va in ordine sparso, si cerca di organizzarsi in maniera tale che ciascuno possa fare il meglio di quello che può fare”.

Sulla eventualità di un nuovo muro nel Donbass che dividerebbe l’Europa, Meloni replica affermando “spero di no, ma questo dipende dalla volontà di Putin e dai tempi con cui questa vicenda si riuscirà a risolvere”.

“Io credo sia giusto favorire qualsiasi ipotesi di dialogo ma che non lo si possa fare se non si tengono in considerazione le rivendicazioni ucraine perché anche questo serve a rivendicare il diritto internazionale”, ha aggiunto.

“Se alla fine  chi aggredisce l’ha vinta e ottiene quello che vuole, il giorno dopo non abbiamo allontanato la guerra, abbiamo solo reso più facile una nuova invasione e la guerra si avvicina, non si allontana”.

“Il punto è capirsi su cosa sia pace: io penso che non possa esistere una pace o qualsiasi tipo di accordo sul quale non sia coinvolto e d’accordo l’aggredito. Zelensky ha presentato un piano di pace in dieci punti – ha aggiunto -, e siamo impegnati, come Italia come G7 e tutte le organizzazioni internazionali di cui facciamo parte, ad aprire consultazioni e adesioni”.

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